Coldiretti, il Piemonte sul podio in termini di volumi d’affari con 301 milioni di vendite

PIEMONTE – Con 301 milioni di vendite, il Piemonte è sul podio in termini di volumi d’affari. Il dato emerge dall’analisi Coldiretti sui dati dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy nel 2021. Tale posizionamento nella classifica delle regioni è dovuto soprattutto a vini rossi Doc e Docg, crescenza, robiola, primo sale e uova di Pasqua. Nei supermercati e ipermercati è aumentato l’assortimento di referenze con le etichette su cui è esplicitata la provenienza da una specifica regione italiana: essi rappresentano ben l’11% dell’insieme dei prodotti alimentari e delle bevande in vendita.

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Il presidente di Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo e il delegato Confederale Bruno Rivarossa hanno sottolineato che “l’indicazione volontaria in etichetta della provenienza regionale evidenzia un profondo cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani, che in tempo di pandemia e tensioni internazionali premiano negli acquisti le produzioni legate al territorio anche per sostenere l’economia locale, oltre che premiare la battaglia che da tempo la nostra Organizzazione porta avanti proprio per rendere nota l’origine degli alimenti”.

Moncalvo e Rivarossa sono consapevoli che gli aumenti esponenziali del gas e delle materie prime stiano mettendo in crisi le aziende agricole e le famiglie che tendono a tagliare gli acquisti, tanto che l’impatto dell’inflazione è evidente dal fatto che volano gli acquisti di cibo low cost, con i discount alimentari che fanno segnare nei primi otto mesi un balzo del + 9,5% nelle vendite. Se da un lato, quindi, c’è un segno positivo verso il cibo a chilometro zero con quasi 4 italiani su 10 (37%) a caccia di prodotti locali, dall’altro le famiglie iniziano a dover fare i conti con gli aumenti stellari. Il rischio può essere quello di un pericoloso abbassamento degli standard di sicurezza alimentare”.

Inoltre hanno evidenziato un dato confortante che emerge dall’indagine Coldiretti: il secondo posto tra le intenzioni d’acquisto degli italiani per i prossimi mesi dei cibi 100% italiani e di quelli che garantiscono il rispetto dell’ambiente, “per un netto aumento complessivo della spesa green”.

I due aggiungono che “sicuramente nel carrello sembrano invece destinati a calare i prodotti pronti”. Oltre a questi, l’etnico – anche perché più energivoro a causa dei lunghi trasporti – e quelli premium (per le esigenze di risparmio causa riduzione del potere d’acquisto). “Strategie rese necessarie da un balzo dell’inflazione che, secondo una stima Coldiretti, costerà nel 2022 alle famiglie italiane 650 euro in più soltanto per la spesa alimentare”.