Svolta sequestro Gancia nell’alessandrino: 47 anni dopo riaperte le indagini

ACQUI TERME – Ci sarebbe una svolta nelle indagini sul conflitto a fuoco in cui persero la vita la brigatista Margherita ‘Mara’ Cagol e l’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso. A 47 anni dai fatti che si consumarono nella cascina Spiotta d’Arzello, vicino ad Acqui Terme, e che si conclusero con la liberazione dell’imprenditore Vittorio Vallarino Gancia, sequestrato il 4 giugno 1975, sono stati interrogati a Milano alcuni ex appartenenti alle Br.

Gli accertamenti dei Carabinieri del Ris di Parma ora potrebbero restituire una identità a chi partecipò a quello che è passato alla storia come il primo sequestro di persona a scopo di autofinanziamento operato dalle Brigate Rosse.

L’epilogo di quel sequestro fu particolarmente drammatico anche per il gravissimo ferimento del tenente Umberto Rocca, che perse un braccio e un occhio. Il sanguinoso conflitto rese inoltre particolarmente aspro l’atteggiamento delle Brigate Rosse. Il gruppo armato, da lì in poi, acuì la propria violenza.

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