Da Novi a Dubai, la storia di un giovane mister novese ora all’Inter Academy: “Anche qui il calcio è passione”

DUBAI – Ha solo 29 anni ma le idee molto chiare. Ai microfoni di Radio Gold il giovane allenatore di calcio di Novi Ligure, Federico Bricola, ha raccontato la sua storia. Tecnico professionista qualificato UEFA B e Match analyst SICS, da qualche mese Bricola sta allenando gli under 11 e under 13 dell’Inter Academy di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

“Arrivo da un’esperienza di quattro anni da collaboratore tecnico in diversi settori giovanili di società professionistiche come Förderzentrum Nalles, Alessandria Calcio e Südtirol ha raccontato mister Bricola a Radio Gold “sentivo però che sarebbe stato giusto cambiare, a livello di mentalità, di cultura, di modo di vedere le cose. A fine agosto è arrivata la proposta dell’Inter Academy di Dubai e ho subito accettato, Sono molto contento e fiero di questa scelta”.

Federico Bricola ha poi parlato delle differenze, ma anche delle analogie tra il calcio italiano e quello praticato a Dubai: Anche qui il calcio è percepito con molta passione. I ragazzi hanno disponibilità nell’ascoltare, non è complicato interagire con loro. Io cerco di portare le conoscenze del nostro paese, a livello tecnico e tattico. I miei giovani calciatori hanno comunque qualità e voglia di imparare. Sono un allenatore fortunato. Certo, stiamo parlando di un movimento calcistico in crescita, che si deve ancora sviluppare molto. Le squadre qui vivono la partita e l’allenamento in un modo diverso dal nostro ma, come detto, hanno qualità e voglia di apprendere”.

“Mi sto trovando veramente bene. Nelle mie due squadre ci sono anche dei ragazzini europei (e italiani) e anche questa mescolanza di culture rappresenta un valore aggiunto” ha continuato il mister novese “sono veramente felice, sto vivendo un’esperienza veramente positiva. Come cambia il rapporto allenatore/giocatori? Il mio approccio è uguale dal punto di vista tecnico, anche a livello umano ed empatico è molto simile. Bisogna immedesimarsi nella loro cultura, appena si capisce si lavora molto bene. Mi è capitato anche di collaborare con lo Sporting Dubai, la società locale più importante. Praticano un calcio di qualità, con dei buoni concetti di gioco. Non vedo un calcio più fisico ma c’è meno aggressività, meno intensità, è un calcio più diretto, si cerca meno il palleggio. Sono sicuro che, col tempo, questo gap sarà colmato. Anche i giocatori più strutturati fisicamente cercano comunque di giocare la palla, di dare un senso alla giocata”.

“Il mio futuro? Ho 29 anni, sono ancora giovane. Per ora sono molto contento di quello che sto facendo e resto qui. Voglio crescere come allenatore e poi vediamo. Se mi piacerebbe lavorare in altri paesi? Sì, ad esempio Giappone o Cina. Mi piace approfondire culture diverse. Per ora, come detto, resto qui. Nel futuro non escludo nulla”.