Costantino attacca la Regione: “Politiche piemontesi minacciano i diritti alla salute degli anziani”

ALESSANDRIA – Il garante dei diritti degli anziani di Alessandria, Vincenzo Costantino, sollecita la Regione a tutelare le fasce deboli e in particolare le persone nelle Rsa. In una lunga lettera rimarca la protesta di questi giorni dei sindacati su questi temi e soprattutto avanza forti preoccupazioni relative alla delibera 1-5265 che prevede una riorganizzazione del diritto alle cure socio-sanitarie in ospedale per i malati cronici, anziani e non autosufficienti.

Costantino in particolare ha annunciato il proprio impegno nello spalleggiare le parti sociali in questa battaglia e la volontà di riportare gli anziani al centro del percorso sanitario insieme alla volontà di contrastare una politica che “sta mettendo a dura prova un sistema sanitario e assistenziale. Di seguito l’intervento completo.

I provvedimenti presi dalla giunta Cirio in materia di continuità di cura dei malati non autosufficienti trasferiti dagli ospedali alle Rsa, hanno provocato proteste e denunce sia dalle organizzazioni sindacali che dalle associazioni operanti in ambito sociale e della salute. In questi giorni sono molte le persone che chi con una telefonata o con una email mi ha sottoposto i loro problemi ma soprattutto chiesto aiuto in quanto non riescono a sostenere i rincari delle rette nelle rsa o non riescono a gestire il proprio anziano a domicilio.
Nei giorni scorsi in Alessandria i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil si sono mobilitati organizzando banchetti allo scopo di informare e denunciare pubblicamente il governo della Regione Piemonte per la mancanza di attenzione nei confronti degli anziani non autosufficienti a partire dall’aumento delle rette in Rsa, che oltre a dimettere dagli ospedali gli anziani, quando gli stessi non sono del tutto guariti, vengono inviati alle Rsa che non sono adeguatamente attrezzate per la presa in carico e garantire un’adeguata assistenza sanitaria dove, se va bene, è presente un medico ed in media sono previsti 24 minuti di assistenza infermieristica ogni 24 ore. La Delibera 1-5265 approvata dalla Regione Piemonte prevede una riorganizzazione del diritto alle cure socio-sanitarie in ospedale per i malati cronici, anziani e non autosufficienti, che non siano in grado di tornare al domicilio. Vengono inviati nelle strutture rsa che hanno aderito al progetto e qualora, dopo i primi 60 giorni in struttura non vi siano le condizioni oggettive di dimissibilita’ si passa ad una valutazione economica tramite ISEE dove la retta è a totale carico del malato e della famiglia. Un progetto di tutela sanitaria a tempo, che tra l’altro è in pieno contrasto con la normativa nazionale vigente. (art. 32 della costituzione). Un grosso problema che metterà in ginocchio il sistema socio-assistenziale e sanitario regionale con conseguenze che ricadranno in particolare sulle famiglie.
Le associazioni hanno già manifestato le loro criticità al provvedimento dove, a loro dire, la legge regionale viola i principi dell’articolo 32 della Costituzione “tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” oltre ad andare anche a incidere sui Lea (livelli essenziali di assistenza) con ricadute anche sull’organizzazione del personale di assistenza.
In un momento di vera emergenza rappresentata dalle centinaia di migliaia di malati abbandonati ai loro familiari dal Servizio sanitario nazionale
la Regione Piemonte a fronte di un bisogno sociale e sanitario crescente risponde mettendo tetti e limiti ai servizi per quelle persone più fragili e nel loro momento più critico e di conseguenza andando a colpire le loro famiglie. Contro queste politiche che stanno mettendo a dura prova un sistema sanitario e assistenziale già malato come Garante dei Diritti degli Anziani di Alessandria farò, quanto è nelle mie competenze, sentire anche la mia voce nelle sedi opportune per difendere e tutelare quella fascia di popolazione che più di altre ha pagato e continua a pagare senza mai reagire.