ALESSANDRIA – Un vero e proprio sfogo quello affidato ai suoi canali social (“perché temo che il reclamo che inoltrerò per le vie canoniche rimarrà lettera morta”) da parte dell’ex sindaco di Alessandria, Rita Rossa, rispetto ai ritardi della linea ferroviaria Casale-Chivasso, una criticità già segnalata alla nostra redazione in diverse occasioni da tanti ascoltatori.

Rossa, oggi capogruppo Pd in consiglio comunale e professoressa dell’Istituto Saluzzo-Plana, ha infatti raccontato le traversie affrontare lunedì mattina insieme ai suoi studenti. La classe della scuola superiore alessandrina, infatti, doveva recarsi a Casale per il Certamen, una gara di traduzione e commento dal latino. “Il treno sarebbe dovuto partire alle 7.41 da Alessandria, dal binario 3” ha raccontato Rossa “alle 7.40, però, non è annunciato. Pochi secondi dopo e la voce dall’altoparlante annuncia 20 minuti di ritardo. Alle 8, però, non c’è alcun treno in vista. Mi reco in biglietteria dove apprendo che il treno non è ancora partito dalla stazione di Arquata Scrivia, nessuno sa se e quando partirà. Gli assistenti della tratta regionale, che organizzano pullman sostitutivi, non hanno informazioni e dopo le nostre sollecitazioni ci informano che non ci saranno altri mezzi. Nel frattempo sul cartellone aumenta l’indicazione del ritardo. Un operatore delle Ferrovie dello Stato ci suggerisce di non badare alle informazioni del tabellone: “Spesso i treni arrivano prima del ritardo annunciato e si rischia di perdere il treno”, ci dice. Penso che sarebbe una beffa surreale e, per non rischiare, torniamo tutti al binario. Alle 8.20 viene annunciato il treno proveniente da Arquata ma le informazioni sul display non corrispondono. Arriva il mezzo, si ferma, viene indicata la stazione di destinazione: Chivasso, è il nostro treno. Saliamo, ma poi scendiamo subito perché il passaparola dei più esperti suggerisce di correre a prendere il treno in partenza, di li a poco, su un altro binario”.

“Nel frattempo” ha aggiunto l’ex sindaco “non c’è alcun capotreno, nessuno a cui chiedere. Nell’atrio il ritardo è ancora segnato e il binario di partenza è sempre il numero 3 ma il treno è vuoto e fermo. Gli assistenti regionali continuano a non avere informazioni e la voce dall’altoparlante annuncia la soppressione del treno. Alle 8.33 seguiamo i viaggiatori più esperti, ormai rassegnati a trafile simili che, ci dicono, ripetersi spesso, e raggiungiamo il binario 1A dove un treno è in partenza e raggiungerà Casale. Alla fine siamo arrivati a Casale in ritardo, stanchi e arrabbiati ma non rinunceremo. Mi chiedo, guardando le mie studentesse e i miei studenti, come faccio a chiedere loro di avere fiducia se il rispetto nei loro confronti è questo? Le informazioni e la certezza di ciò che indicano sono fondamentali: non possono essere la prima incertezza in fatto di trasporti. La colpa non è certo del personale viaggiante, o di coloro che lavorano in questo settore ma chi lo dirige, chi lo governa, qualche volta ha provato a confrontarsi con questa situazione? Ho voluto scrivere tutto questo per una forma di protesta, che sia voce per i quotidiani disagi che tante e tanti vivono ogni giorno e che, spesso, derubrichiamo alla voce “problemi di trasporto” ma che rovinano la vita di studentesse, studenti, lavoratrici e lavoratori”. 

Foto tratta dal profilo Facebook di Rita Rossa