Riattivazione linea ferroviaria Alessandria-Ovada. Gabusi: “Valuteremo in base a opportunità e risorse”

OVADA – “Avere un contratto di servizio decennale che assicuri molti treni nuovi, come quelli già in servizio sulla Torino-Milano”. È questa, per la Regione Piemonte, “la condizione fondamentale” per poter valutare una eventuale riattivazione della linea ferroviaria Alessandria-Ovada, dal 2011 servita con autobus. Sollecitato da una interrogazione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Sean Sacco, l’assessore Marco Gabusi ha spiegato che, “in generale”, questo è il “momento buono per valutare la riattivazione delle linee sospese, visto che c’è il nuovo contratto di servizio ferroviario regionale”.

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Gabusi ha ricordato che quando la linea Alessandria-Ovada era stata chiusa, ormai 11 anni fa, trasportava circa 345 persone al giorno suddivise in 8 corse: “Meno di 50 a tratta. Passeggeri che vengono trasportati oggi comodamente su un pullman”. La Regione, ha aggiunto il membro della Giunta Regionale “valuterà comunque l’opportunità di riattivare questa tratta ferroviaria insieme ad altre che hanno la stessa ambizione di riaprire”. Una valutazione che per la Regione non può però prescindere da un contratto di servizio per 10 anni “che ci consentirà di avere molti treni nuovi come quelli già in servizio sulla Torino Milano. Dobbiamo ragionare con Trenitalia di finanziamenti aggiuntivi, prima c’era un contratto non equilibrato, adesso abbiamo un contratto migliore e abbiamo già aumentato di 70 chilometri il servizio”.

La Regione, quindi, procederà a “una valutazione” in base “all’opportunità e alle risorse che questo Consiglio ci metterà a disposizione”.

Nella sua replica, il consigliere del Movimento 5 Stella, Sean Sacco ha quindi rimarcato l’importanza di ascoltare la forte richiesta a livello territoriale per superare il disagio di non avere un treno che è un mezzo più comodo e rapido e che può migliorare la qualità della vita per chi si sposta da Ovada ad Alessandria. In altri paesi vengono limitati i ragionamenti meramente di carattere economico. Questo perché un investimento sull’intera linea consente un aumento dell’utenza all’interno di una rete complessiva. Però, per ottenere questo risultato ci vuole una volontà politica”.