Cattaneo: Guala persona illuminata, senza persone come lui rischiamo prevalga mediocrità

ALESSANDRIA – La morte di Giorgio Guala ha lasciato un segno doloroso su molti alessandrini. La sua figura ha tracciato un percorso in città, basato sull’impegno, il lavoro e la meritocrazia. Un progetto che tanti giovani di allora stanno portando avanti, affiancati da altri giovani di oggi. Un disegno ben chiaro nelle molte persone che lo hanno affiancato e riassunto da Giancarlo Cattaneo, ex vicesindaco di Alessandria e attuale presidente di Confedilizia Alessandria, autore di un pensiero affettuoso nei confronti di Guala ma schietto e severo nei confronti di una città che deve costruire persone di spessore, spiega, capaci di darle un futuro. La sua analisi è dura e merita di essere discussa:

La morte di Giorgio Guala ha suscitato in me due differenti riflessioni – spiega Cattaneo. Una più intima che sempre più spesso mi assale quando viene a mancare una persona con cui ho percorso un tratto di strada e cioè il senso ultimo dell’esistenza umana.
Una più politica che riguarda il fatto di aver vissuto in un tempo in cui Alessandria ha dato i natali a tante persone che si sono fatte portatrici di intuizioni che, se realizzate, sarebbero state capaci di proiettare la nostra città in una dimensione particolarmente avanzata. E Giorgio Guala è sicuramente stato una di queste.
L’amarezza è che esse non sono riuscite a scalfire la crosta dura del terreno degli alessandrini facendo penetrare in profondità la loro visione illuminata, per cui oggi ad Alessandria rischia di prevalere una generale mediocrità emblematicamente rappresentata dalla nebbia e dal colore grigio delle maglie della squadra di calcio.
Grazie Giorgio, per quanto hai fatto e per le speranze di cui ci hai consentito di nutrirci“.