PIEMONTE – La situazione descritta a Radio 3 da Stefania Salmaso, responsabile del centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell‘Istituto Superiore di Sanità (Iss), è preoccupante. “Circa 5000 bambini (in Italia ndr) ogni anno non vengono vaccinati contro malattie come poliomelite, difterite e tetano. Circa 10.000 non ricevono, all’età giusta, la profilassi contro morbillo e rosolia“. Naturalmente poi occorre analizzare le singole situazioni locali, ma intanto il dato è “grave” perché le vaccinazioni sono “cresciute in un periodo da 2000-2007 quindi rimaste stabili fino al 2012, e diminuite in modo preoccupate dal 2012 a 2014“. In Piemonte il calo non è stato forte, ma comunque c’è stato e anche nella nostra regione le vaccinazioni per poliomelite, tetanto, difterite ed epatite B sono scese al di sotto del 95%.

Nella nostra regione la situazione più delicata riguarda la somministrazione della prima dose di Morbillo-Parotite-Rosolia. Al 31 dicembre 2014 la coopertura a 24 mesi era del 90,5%, nel territorio coperto dall’Asl Al è stata invece dell’89,6%. Un calo piuttosto evidente rispetto al 2013 (92,1% in Piemonte e 91,8% per l’Asl AL). Tuttavia c’è da dire che il calo di vaccinazioni in Piemonte è stato più contenuto rispetto ad altre Regioni, sebbene anche il nostro territorio non sia stato esente dal fenomeno di riduzione dei vaccinati.

In diminuzione anche i vaccini dell’esavalente (Polio, Difterite, Tetano, Pertosse, Epatite B, Haemophilus influenzae B) rispetto al 2013.
Le motivazioni di questo calo sono da imputare a un allarmismo rispetto a noti pregiudizi difficili da sconfiggere rispetto ai vaccini. Rimane ancora in piedi la credenza che i vaccini provochino l’autismo nonostante queste affermazioni siano state più volte scientificamente smentite (si legga QUI l’intervista di Radio Gold a Focus su questo tema). In più c’è il problema del raggiungimento, in passato, della soglia di copertura del 95%, una situazione che ha reso praticamente sconosciute le malattie che i vaccini devono debellare. Questo ha portato a sottovalutare il problema e quindi a non avere più paura di queste malattie. La questione è che se la soglia del 95% (copertura ottimale) non viene più raggiunta si creano delle isole in cui i microorganismi si riproducono di nuovo e quindi sono nuovamente in circolazione e la popolazione che non ha ancora accesso al vaccino risulta molto vulnerabile.

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Se non si ha più la cosiddetta “’mmunità di gregge’ – secondo gli esperti – aumenta il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate non siano riconosciute e trattate in tempo“.

Di seguito la tabella con i dati in Piemonte e nel territorio dell’Asl AL:

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