Autore Redazione
giovedì
15 Ottobre 2015
22:00
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Cronaca - Valenza

Dopo viale Vicenza Barbero pensa a come potenziare la presenza dei Vigili del Fuoco volontari a Valenza

Dopo viale Vicenza Barbero pensa a come potenziare la presenza dei Vigili del Fuoco volontari a Valenza

VALENZA – In Viale Vicenza 1 da oggi la situazione nel condominio colpito dal corto circuito dovrebbe tornare quasi normale. Un guasto all’impianto elettrico del vano sottoscala della palazzina, martedì scorso, aveva sprigionato un denso fumo che ha seminato il panico tra gli inquilini (si legga QUI la notizia). Una vicenda che, unita ad altri episodi analoghi nei mesi passati, ha indotto il sindaco di Valenza, Gian Luca Barbero, a valutare con attenzione come “Valenza stia diventando fragile“. Il riferimento è agli incendi avvenuti in viale Vicenza, in via Noce e in viale Padova: “io non credo alla casualità – ha spiegato Barbero – sono le statistiche a raccontare queste situazioni“, affrontate comunque sempre con grande prontezza dalle forze dell’ordine che, ha aggiunto Barbero, “hanno lavorato egregiamente anche nel caso di Viale Vicenza. Segnalo infatti ai cittadini valenzani l’impegno dei Vigili del Fuoco di Valenza come dei Carabinieri, del 118, della Polizia Municipale. Abbiamo avuto conferma del fatto che godiamo di un buon sistema di intervento. Il ripetersi un po’ troppo frequenti di incidenti di questo tipo però ci porta a riflettere sulla fragilità della città e della comunità. Noi abbiamo questa presenza importante del distaccamento di Vigili del Fuoco volontari e forse dobbiamo pensare a come aiutarli e potenziare la loro presenza. I Vigili del Fuoco di Alessandria sono stati bravissimi, ma avere qui un qualcosa di presente ci aiuterebbe molto.”

Per questo si è ipotizzato di creare le condizioni per attivare anche la comunità a sostegno di un’operazione che possa fornire un aiuto concreto in questo senso. Attualmente i Vigili del Fuoco a Valenza hanno un mezzo ben attrezzato ma, secondo il sindaco, implementare ulteriormente queste risorse fornirebbe maggiori garanzie alla città: “la partecipazione attiva della cittadinanza, non solo sul fronte di eventuali finanziamenti o donazioni, ma anche nella gestione sarebbe utile. Il comando ha una cinquantina di iscritti e si dà anche un gran da fare ma più persone si avvicinano a questo mondo, più forze ci sono in campo e meglio è“.

Intanto la situazione in Viale Vicenza è in fase di normalizzazione. Questa mattina verrà ripristinata la normalità e quindi sarà revocata l’ordinanza di sgombero emessa martedì dopo l’accaduto. Ieri l’Enel e gli elettricisti hanno lavorato per riattivare l’energia elettrica insieme ai tecnici dell’ascensore dopo l’intervento disperato di un cittadino, Carlo Boscato (nella foto il primo da sinistra), intervenuto per mettere in salvo il figlio rimasto chiuso dentro: “mio figlio stava andando a scuola ed è rimasto bloccato a pian terreno. Io mi sono precipitato e ho cercato di liberarlo inizialmente senza riuscirci. Sono stato preso dal panico quando ho visto il fumo uscire dalla cantina. Così è scattata una molla che mi ha portato a scalciare contro le porte dell’ascensore. Un calcio al centro ha crepato la porta e poi con un pugno ho aperto una breccia e sono riuscito, anche grazie all’intervento di mio figlio, a liberarlo. Sono stati minuti interminabili, dalle 7.35 alle 7.55, fino a quando sono arrivati i Vigili del Fuoco, il tutto in uno scenario in cui molti condomini erano fuori sul balcone perché il fumo acre aveva invaso buona parte del condominio“.

Lunghissimi minuti vissuti con terrore anche da Giovanni Casone (nella foto il secondo da sinistra) avvolto dal fumo ai piani alti e “quindi praticamente cieco perché non si vedeva più nulla. Non si vedeva più niente, una situazione da paura. Ho cominciato a respirare quando ho visto arrivare i Vigili con l’autoscala perché era una cosa allucinante. Non ho mai provato una sensazione del genere e non la auguro a nessuno“. Giovanni, capelli brizzolati, oggi scherza e racconta di chi gli ha chiesto, sorridendo, se avesse tinto i capelli, ma martedì la paura era tanta e il fumo nero aveva scurito per davvero la sua chioma, come quella biondo platino di sua moglie.

Una vicenda che si è chiusa bene nonostante il rischio corso da almeno 15 persone, tra cui anche un condomino di 90 anni.

Fabrizio Laddago

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