ALESSANDRIA – La distocia di spalla è una possibile complicanza del parto naturale che, per quanto rara, può incidere profondamente sulla vita futura di un neonato.  Si verifica, infatti, quando la spalla del piccolo si blocca all’inizio del canale del parto. In questi casi, una manovra sbagliata può compromettere la piena funzionalità del braccio del neonato ed è quindi fondamentale per i medici agire prontamente e in maniera corretta. La casistica, mediamente 500 casi in un anno in Italia, non consente però di acquisire il necessario automatismo con le manovre, nella maggior parte dei casi studiate solo sui libri. Per questo nel 2010 l’Associazione Bambini Affetti da Paralisi Ostetrica “Apos”, con il supporto del Csv Alessandria Asti, ha deciso di avviare una collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Alessandria per introdurre, e poi esportare, un diverso modello di formazione che consenta ai medici di mantenersi “allenati”.

Oltre ad alcune lezioni teoriche, medici e ostetriche, infatti,  hanno potuto esercitarsi con un manichino didattico di ultima generazione acquistato in Inghilterra dall’associazione Apos. “Allenati” i professionisti dell’Ospedale di Alessandria, la dottoressa Oria Trifoglio, Responsabile del Reparto di Ostetricia e Ginecologia del SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo ha poi portato il manichino anche negli altri Ospedali della provincia e nel resto del Piemonte, arrivando a formare anche i medici  di Voghera. Il percorso ha previsto però anche frequenti incontri con psicologi e con i membri dell’associazione Apos, formata da genitori di bambini, in molti casi oggi ragazzi, affetti da paralisi ostetrica per imparare a gestire in maniera attenta e competente anche le importanti implicazioni psicologiche.

Questa collaborazione si è ora trasformata anche in uno studio dedicato alle linee guida sulla prevenzione della paralisi ostetrica. In circa 50 pagine, ha spiegato la presidente Apos, Federica Gismondi, sono state  riassunte le corrette procedure mediche da seguire, ma anche le storie di chi si è trovato a vivere questa drammatica esperienza. Un dolore e una sofferenza che la stessa Federica ha vissuto in prima persona quando 19 anni fa è nato suo figlio Andrea. “Mio figlio pesava 4,8 Kg e purtroppo il suo peso non è stato valutato adeguatamente. Le manovre effettuate durante il parto, avvenuto in un ospedale di un’altra regione, hanno provocato una lesione dei nervi. Dopo tre interventi chirurgici mio figlio ha recuperato l’80% della funzionalità del braccio destro ma quella terribile esperienza ha spinto me e mio marito a creare un’associazione per dare un sostegno a tutti  genitori che, come noi, devono fronteggiare le conseguenze di una paralisi ostetrica”.

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Il volume “Nasco bene, vivo meglio” come ben spiegato nella prefazione curata da Renato Balduzzi, ex Ministro della Salute e membro del Consiglio superiore della Magistratura, può quindi essere letto in diversi modi: come racconto di vita, fonte di informazione per i genitori e strumento di formazione per il personale medico. “Il nostro obiettivo – ha concluso la Presidente Apos – è di portare questa pubblicazione al Tavolo Maternità del Ministero per avviare uno studio che consenta di arrivare a una quantificazione dei casi e ad estendere i corsi a livello nazionale per limitare i casi di paralisi ostetrica”. I risultati della prima “sperimentazione” avviata ad Alessandria, ha concluso Federica Gismondi, hanno del resto già permesso all’associazione di registrare una riduzione del 30% dei casi in Piemonte. Il libretto “Nasco bene, vivo meglio” è disponibile della sede  dell’associazione Apos, in via Ercole 35 a Felizzano e presto in versione digitale  anche sul sito dell’Associazione Bambini Affetti da Paralisi Ostetrica e sul portale dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria. 

Tatiana Gagliano

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