Autore Redazione
venerdì
19 Agosto 2016
06:06
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Cronaca

Il rave si spegne ma i sindaci tuonano: ora basta

Il rave si spegne ma i sindaci tuonano: ora basta

ALESSANDRIA – Forse questa notte i cittadini di Frassineto Po e tutti quelli che abitano vicino alla zona del rave party hanno finalmente potuto riposare. Spente le casse e smontata la maggior parte dei palchi, anche gli ultimi ragazzi si apprestano a lasciare la sponda sinistra del Sesia, poco prima della confluenza con il fiume Po. Abili a sfruttare la rete e a organizzarsi anche tramite gruppi di Facebook e whatsapp, i ragazzi sono arrivati in migliaia e da tutta Europa per partecipare alla festa iniziata lo scorso fine settimana. Un evento monitorato con attenzione dalle Forze dell’Ordine che hanno lavorato in sinergia con i colleghi della provincia di Pavia per controllare tutte le strade di accesso al rave. La lunga festa ha senza dubbio messo a dura prova la pazienza dei tanti cittadini che hanno trascorso notti insonni per la musica che ha riecheggiato anche a chilometri di distanza. Volume delle casse a parte, in questi giorni non si sono per fortuna registrati particolari problemi di ordine pubblico. Il bilancio definitivo verrà stilato nei prossimi giorni e quindi  “alla cronaca” ci sono per ora i sei ragazzi che hanno rubato le biciclette usate dai detenuti del carcere di San Michele per raggiungere il rave e un ulteriore giovane fermato a Valenza prima che potesse partire alla volta di Frassineto Po in sella alla due ruote rubata in viale della Repubblica. Dovrebbero essere due, invece, i ragazzi finiti al Pronto Soccorso per aver ingerito troppo alcol ma su questi episodi, così come sul caso di un ragazzo che si è presentato autonomamente in ospedale con una ferita da arma da taglio, sono in corso ulteriori accertamenti.

Spente le casse, intanto, continuano ad essere accese le polemiche sul rave party. Una festa non autorizzata che si è svolta su un terreno privato, ma posto all’interno di un’area tutelata dal punto di vista naturalistico che, secondo una delle guardie del Parco del Po intervistata da Radio Gold, verrà pesantemente segnata dalle lunghe e assordanti giornate di musica “no stop”.

Sul piede di guerra ci sono poi anche i sindaci dei comuni periodicamente invasi dalla fiumana di persone diretta ai rave. Ieri i sindaci di Candia, Breme, Motta dei Conti, Frassineto, Casale e Valmacca, costretti ad affrontare i problemi legati al rave, si sono incontrati per fare fronte comune e porre il problema alle istituzioni. I primi cittadini hanno inteso affrontare un fatto “insolito“, ha spiegato Angelo Muzio, sindaco di Frassineto Po: “con questa ultima iniziativa c’è stato un salto di qualità visto che abbiamo fatto i conti non più con un migliaio di persone ma con alcune migliaia per giunta arrivate, in modo organizzato, da diverse parti d’Europa. Il rave è stato scientificamente organizzato e in un’area protetta. Questo ci preoccupa molto. Il timore è che la confluenza Sesia-Po possa diventare un sito per collocare esperienze del tipo appena consumato e che non possiamo assolutamente accettare”.

Per questo i sindaci presenteranno a breve un documento ai Prefetti di Alessandria, Pavia e Vercelli: “questo salto di qualità nell’organizzazione dei rave non lo possiamo tollerare nel senso che vanno approvate le misure per impedire che le nostre comunità e il Parco del Po diventino il sito per iniziative del genere. Questo è un patrimonio che va tutelato, è un patrimonio pubblico. Il territorio ha conquistato dopo anni di battaglia elementi di rispetto e non è accettabile che i rave possano inficiare questo sforzo. Peraltro stiamo parlando di grandi interventi,come la ciclovia Vento, oltre a tutti gli investimenti precedenti, e quindi dobbiamo impedire che tutto venga vanificato”.

Muzio ha chiarito che la volontà è di mettere una pietra sopra queste attività: “noi non proponiamo alcuna soluzione tampone. Noi siamo contro la semplice limitazione del danno. Dal 2014 si stanno organizzando questi rave nelle nostre aree e questo non è più accettabile. Non spetta a noi una soluzione tecnica per eventi che organizzano altri. Si pone un problema ambientale, un problema per le comunità che subiscono questa situazione e poi è inaccettabile che si distolgano forze di polizia su altre attività ben più importanti in questo periodo.”

I sindaci hanno chiesto la convocazione del tavolo sulla sicurezza per porre le questioni sollevate. Lunedì il documento verrà inviato ai Prefetti.

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