ALESSANDRIA – Solo 35 centimetri, 35 preziossisimi centimetri, in pratica poco più di un palmo di mano, hanno contenuto la piena del Tanaro e hanno permesso ad Alessandria di scacciare via gli spettri dell’alluvione del 1994. Ventidue anni e 20 giorni dopo quella data il capoluogo è tornato a guardare con il fiato in gola i livelli dei fiumi. Il Tanaro ha lambito la città in zona piscina ma alla fine, nel cuore della notte, le sue acque hanno finalmente cominciato a scendere.

Non è stato facile liberarsi di questo venerdì nero. Dopo aver illuso con un sole beffardo ha colpito di soppiatto e ha cominciato a cambiare rotta per dimostrare tutte le sue insidie. Prima la portata del fiume Bormida che ha condotto alla chiusura del ponte tra Alessandria e Spinetta, poi il differimento continuo dei colmi di piena per la Bormida e il Tanaro, infine la decisione di far evacuare gli abitanti delle zone più esposte della città che non avevano la possibilità di salire ai piani alti, in sicurezza. Una scelta adottata in via precauzionale dal sindaco di Alessandria, Rita Rossa, con l’avvallo del Prefetto, Romilda Tafuri, vista, hanno spiegato le autorità, l’impossibilità di Aipo di dire la quantità la modalità della portata delle acque. I modelli di Aipo avevano previsto il passaggio della piena del Tanaro a 2 metri di franco” ha sottolineato Claudio Coffano, ingegnere della Provincia di Alessandria “pensavamo di avere un margine più ampio. Nel pomeriggio ci siamo accorti che la condizione reale era peggiore.”

“Meglio prendere decisioni complicate, creando qualche disagio ma tutelando le persone” aveva aggiunto il sindaco Rossa “che affidarsi a modelli scientifici che possono porre davanti all’imprevedibile”. Chiamate a raccolta tutte le pattuglie delle forze dell’ordine e dei volontari della Protezione Civile, sono così cominciate le operazioni.

Dopo il ponte Bormida sono state chiuse le due arterie parallele al Tanaro, il lungotanaro e via Pavia, così da poter far sgomberare le auto, mentre i pazienti al piano terra degli ospedali Civile, Infantile e del presidio Borsalino sono stati fatti salire ai piani superiori. Evacuate anche le ospiti dell’Istituto Divina Provvidenza e i 19 della Caritas, in via Mazzini. Questi ultimi, insieme ad altre nove persone impossibilitate a lasciare la propria abitazione, sono stati poi ospitati al centro sportivo Centogrigio di via Bonardi, nei locali del ristorante e negli spogliatoi, adibiti a dormitori. Per tutti non sono mancati i sorrisi di incoraggiamento, un caffè o una bibita calda, utili a regalare qualche attimo di serenità in mezzo a tanta paura e apprensione.

Passata la mezzanotte il Tanaro ha iniziato a superare l’argine in zona ponte Tiziano ma l’acqua è stata fermata dai sacchi di sabbia, posti a supporto del muro. Poco dopo l’1.35 le cifre comunicate nella sala operativa della Prefettura sui livelli dei fiumi sono finalmente calate. La riapertura del ponte Bormida, poco prima delle 2, è stato il segno che la situazione andava via via migliorando.

L’attenzione è però sempre rimasta alta, questa volta focalizzata sull’argine di Astuti, un’emergenza rientrata solo poco prima delle 4. “L’area golenale è stracolma d’acqua. Stiamo distribuendo sacchetti a qualche famiglia vicino all’area. Temevamo per un argine ma con Aipo abbiamo verificato che tutto è a posto” ha scritto il sindaco Rossa alle 4 del mattino, confortato dai livelli in calo, anche se comunque ancora alti, del corso d’acqua.  “Cominciamo a tirare un sospiro di sollievo“: e con lei tutta la città.

Questo sabato le scuole alessandrine saranno ancora chiuse e tutti i parcheggi gratis, anche gli stalli blu.