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ALESSANDRIA – Entro un mese il carcere San Michele di Alessandria potrebbe contare su 15 o 20 agenti di Polizia Penitenziaria in più. Questo il primo provvedimento a breve termine stabilito per fronteggiare la carenza di personale durante l’incontro tra il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Luigi Pagano e i vertici degli istituti alessandrini. 10 unità arriverebbero dall’istituto penitenziario di Alba, attualmente inattivo, altre 3 dalla Casa Circondariale di Alessandria Cantiello e Gaeta. L’intenzione del provveditorato regionale è anche richiamare al “San Michele” le dieci unità distaccate fuori regione. Al vaglio anche alcune novità strutturali come l’introduzione di un sistema di videosorveglianza e di automazione di cancelli che permetterebbe di destinare ad altre mansioni 5 o 6 agenti, oltre a una differente organizzazione del lavoro: non più un agente fisso preposto al monitoraggio di una sezione ma pattuglie di tre unità attrezzate per un controllo itinerante tra le varie aree.

L’auspicio è che queste novità alleggeriscano i carichi di lavoro degli agenti attualmente in servizio” ha detto a Radio Gold il direttore del carcere di San Michele Domenico Arena.

La prossima settimana tutte queste novità saranno vagliate in un faccia a faccia tra i vertici alessandrini e i sindacati.

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“L’obiettivo è trovare una soluzione entro l’estate” ha aggiunto il direttore Arena “è soprattutto nei periodi di ferie che la carenza di personale comporta maggiori problemi. Stiamo uscendo da una emergenza e dobbiamo attrezzarci per evitarne un’altra durante il periodo estivo.”

“Recepiamo favorevolmente che sia stata riconosciuta la protesta, il disagio del personale” ha sottolineato a Radio Gold il segretario generale Uilpa Salvatore Carbonema ora è troppo presto per esprimere giudizi su quello che è stato deciso. Siamo agli albori di quanto è necessario fare per San Michele. Ad oggi non so come reagirà il personale: l’iniziativa di non mangiare il pasto in mensa è partita dai lavoratori stessi. Spetterà a loro decidere dopo questo spiraglio aperto. Per il momento, però, mi pare che i provvedimenti ipotizzati siano ancora insufficienti. Di certo serve anche una risposta della politica. Tutto il mondo penitenziario spesso è stato tenuto ai margini dei problemi amministrativi locali.” 

A proposito di politica proprio nei giorni scorsi i consiglieri di opposizione Maurizio Sciaudone (Forza Italia), Emanuele Locci (Popolo della Libertà), Domenico Di Filippo (Movimento 5 Stelle) hanno chiesto la convocazione di una Commissione Sicurezza e Ambiente dove ascoltare dai sindacati appartenenti alla Polizia Penitenziaria un quadro sulla situazione dei carceri presenti in città, a seguito degli ultimi avvenimenti.

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