Basta compiti (tradizionali): Daniele Novara spiega perché firmare la petizione online

ITALIA – Basta compiti. E’ la provocazione lanciata in rete dal dirigente scolastico genovese Maurizio Parodi. La petizione online promossa sul sito Change.org ha raggiunto le 22 mila firme. Tra i promotori anche il pedagogista e scrittore Daniele Novara, molto conosciuto anche nella nostra provincia. Secondo il fondatore del Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti sarebbe infatti utile ridurre l’eccesso dell’invadenza scolastica nella vita quotidiana degli alunni.

“L’Italia è il paese dove si sta a scuola per più tempo a settimana tra tutti gli stati dell’area Ocse, il tempo pieno arriva fino a 40 ore a settimana” ha detto a Radio Gold Daniele Novara occorrerebbe ridurre l’eccesso dell’invadenza scolastica nella vita quotidiana dei bambini, una vita già compressa dalla tecnologia digitale. E’ importante che i ragazzi abbiano maggiori spazi di aggregazione e che coltivino interessi anche extrascolastici. E’ giusto ridurre i compiti oggi, ora che la scuola ha un peso eccessivo nella vita dei piccoli. I bimbi hanno bisogno di giocare e i ragazzi più grandi di coltivare altri interessi.”

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Secondo Novara, infatti, servirebbero compiti meno tradizionali e ripetitivi: “non si può, ad esempio, studiare una lingua straniera con un metodo basato solo sulla grammatica come invece avviene nella maggior parte dei casi. E che dire della Storia, una materia sempre più odiata, ma è ovvio che sia così se un bambino di terza elementare deve studiare i Fenici. Non siamo in una scuola dell’Ottocento: abbiamo bisogno che il sistema scolastico motivi gli alunni partendo da interessi e problemi reali, evitando il mero nozionismo e sviluppando attività sociali e basate su interazione. Oggi la scuola è arroccata in difesa di interessi corporativi e intanto i ragazzi languono davanti a un videogioco. Un esempio di compiti alternativi? Leggere qualche libro, fare un viaggio, intervistare qualche persona anziana per conoscere la storia del proprio paese, riconoscere gli esseri viventi della natura, leggere un quotidiano.”

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