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ALESSANDRIA – Accesi i 17 monitor informativi nei comuni interessati dal passaggio della linea ferroviaria, il Commissario del Terzo Valico Iolanda Romano giovedì ha deciso di radunare “i tecnici” nell’Aula Magna dell’Istituto Nervi-Fermi di Alessandria per parlare della “gestione del rischio amianto” lungo il tracciato dell’Alta Velocità.
Al tavolo Andrea Carpi della Direzione Ambiente della Regione, in veste però di coordinatore del gruppo di lavoro amianto incardinato nell’Osservatorio Ambientale, Claudio Coffano, Dirigente della Direzione Ambiente della Provincia. Tra i tecnici anche Massimo D’Angelo direttore del Centro Sanitario Regionale Amianto, Edoardo Guerrini, nuovo dirigente del settore Cave e Miniere della Regione, Angelo Robotto direttore di Arpa Piemonte, Marina Ruvolo dirigente dello Spresal di Alessandria.
La formula scelta per l’incontro il Commissario l’ha messa in chiaro in apertura. Breve presentazione dei relatori, un suo intervento e poi le risposte alle domande che la platea doveva rigorosamente scrivere su fogli per dare il tempo ai tecnici di preparare le risposte. E sulle “regole” dell’incontro Iolanda Romano ha dimostrato di non transigere anche quando, per due volte, Rita Rossa, sindaco di Alessandria e Presidente della Provincia, si è alzata in piedi cercando di scavalcare la fila di fogli che la precedevano.Si ma noi sindaci vorremo sapere una cosa…” ha incalzato. Invitata a rispettare la formula dell’incontro, al secondo richiamo Rita Rossa ha lasciato la stanza stizzita. Quando si tratta di “regole” di un dibattito per il Commissario non è ammesso il grigio “c’è solo il bianco o il nero“.

Ligio a rispettare la formula del “domanda scritta e risposta”, il resto della platea,  i sindaci e gli amministratori dei Comuni interessati dai lavori del Terzo Valico, consiglieri comunali e regionali di vari colori politici, sindacalisti e qualche cittadino, ha posto i suoi quesiti. Tra i temi, ovviamente, quello dei controlli.

Ma l’antidoping mica se lo fa da solo l’atleta” è stato puntualizzato giovedì in uno dei fogli, ricordando che a fare i controlli nel Terzo Valico sono tecnici di laboratori pagati dal Cociv. La legge, però dispone così, anche se di mezzo si infilano di prepotenza due maxi inchieste di Carabinieri e Guardia di Finanza. Troppo sarebbe, del resto, il peso economico delle analisi richieste al privato. Il “pubblico”, quindi, controlla. Come? “A campione”. Arpa lavora però “in piena autonomia” e “al buio”, cioè senza conoscere i dati del Cociv, è stato precisato. Ma quanto può essere “indipendente” un Ente i cui vertici sono di nomina politica? Un dubbio “legittimo” quello posto giovedì, ha ammesso il Direttore di Arpa Piemonte, ma “gli organigrammi” dell’Agenzia “magari diseconomici” sono “la garanzia”. Ossia la catena è talmente lunga e complessa “che non si può barare” anche perché tra i tecnici ce ne sono 180 con qualifica di pubblico ufficiale.

Quindi cosa è emerso dai controlli fatti fino ad oggi sull’amianto? “In larga parte” hanno confermato le misurazioni fatte dal Cociv. L’amianto è presente nelle terre e nelle rocce ma fino ad ora i limiti di legge sono stati  rispettati. Il materiale destinato ai siti di deposito è sempre risultato al di sotto della soglia massima dei mille milligrammi per chilo. Sull’efficacia delle procedure di controllo per la presenza di amianto in terre e rocce restano però dubbi. Come ricordato nella sua domanda dall’assessore all’Ambiente del Comune di Alessandria Claudio Lombardi, la stessa Arpa Piemonte vorrebbe un protocollo più restrittivo e cautelativo rispetto a quello previsto dalla legge e applicato dal Cociv. Ossia sostituire il metodo della setacciatura con la macinatura, che abbasserebbe anche il margine di errore che con la procedura prevista dalla normativa può arrivare anche al 98%.

In attesa di eventuali cambi di metodo, come spiegato nella nota del Commissario per il Terzo Valico l’amministratore straordinario di Cociv, Marco Righietteri, ha intanto cercato di aumentare la sorveglianza sulla terra che si muove per il territorio chiedendo l’installazione di rilevatori Gps su tutti i camion che trasportano materiali da scavo dai cantieri ai siti di deposito. Controllare tutti gli 800 mezzi che, a pieno regime dei lavori, si spostano ogni giorno lungo le strade “è impossibile”  ha precisato il Direttore di Arpa Alessandria Alberto Maffiotti. Con il sistema messo in campo si può però monitorare la gestione di questi spostamenti e con i Gps anche registrare e tracciare il percorso dei camion e rilevare eventuali anomalie nei tempi di percorrenza.
L’amianto, comunque, non è “un osservato speciale” solo nella terra ma anche nell’aria. Per “l’ambiente di vita”, ossia all’esterno dei cantieri, il limite massimo tollerabile è di 1 fibra litro, così come indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Per tenere sotto controllo le fibre aerodisperse, ha ricordato il Commissario, sono state posizionate centraline in tutti i cantieri e a diverse distanze: all’uscita della galleria di scavo, in prossimità di recinzioni e accessi dei cantieri e anche vicino ai cosiddetti “recettori sensibili” ossia edifici o centri abitati. Le centraline, su richiesta dei sindaci e in accordo con l’Osservatorio Ambientale, sono state inoltre collocate anche nei siti di deposito autorizzati. Anche i valori delle fibre aerodisperse all’esterno dei cantieri sono sempre state al di sotto della soglia limite.
Questi dati, pubblicati sul sito del Commissario del Terzo Valico, da marzo sono anche proiettati sui monitor installati nei vari territori interessati dai lavori. I risultati sono quelli del Cociv, ma è prevista comunque la validazione di Arpa.
Dopo le maxi inchieste, è però l’ancora ingombrante ruolo del Consorzio a non lasciare tranquilli i sindaci. Hanno dimostrato di essere preoccupati, poi, i lavoratori che hanno chiesto conto allo Spresal della possibile intenzione del Consorzio di effettuare uno scavo con esplosivo alla cava della Castagnola. “Una bozza di proposta” su cui lo Spresal, ha precisato la dirigente Marina Ruvolo “non si è ancora pronunciato“.

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L’incontro di giovedì, alla fine,  non sembra aver spazzato via i timori sulla gestione del rischio amianto lungo il tracciato del Terzo Valico e forse difficilmente potrà farlo anche l’opuscolo che presto dovrebbe essere disponibile sul sito internet del Commissario del Terzo Valico e poi inviato direttamente nella cassetta della posta dei cittadini delle aree interessate dai lavori.