PIEMONTE – È ancora in difficoltà il comparto artigiano piemontese. Nei primi tre mesi di questo 2017 il tasso di crescita del settore ha subito una flessione dello 0,83%. Il calo, sebbene più contenuto rispetto a quello dei primi trimestri del 2015 (-1,1%) e del 2016 (-0,90%), è superiore alla flessione dello 0,60% registrata dalle imprese piemontesi complessivamente considerate.

In base ai dati raccolti da Unioncamere Piemonte da gennaio a marzo sono nate 2.888 imprese artigiane. Al netto delle 3.903 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo appare è risultato una volta negativo per 1.015 unità. Una dinamica che ha portato a 120.945 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine marzo 2017.

Analizzando il tessuto imprenditoriale artigiano in base alla natura giuridica delle imprese che lo costituiscono, emerge come poco meno dell’80% delle realtà sia formata da ditte individuali, il 16,4% risulti composto da società di persone, mentre solo il 4,2% ha assunto la forma della società di capitale.

In termini di dinamica si evidenzia, anche nei primi tre mesi del 2017, una crescita solo per le forme più strutturate (società di capitale), che hanno mostrato, nel periodo in esame, un tasso di crescita positivo (+1,55%). Le ditte individuali e le società di persone hanno purtroppo ancora realizzato una flessione, rispettivamente pari a -0,87% e -1,23%. Ancora più negativo è apparso il risultato per le altre forme, che hanno registrato un tasso di crescita pari al -1,95%.

A livello settoriale, si rileva una crescita solo per le imprese artigiane dell’agricoltura, che chiudono il trimestre con un +1,68%. Il primo comparto per numerosità di imprese artigiane si conferma quello delle costruzioni, che rappresenta il 42,1% delle realtà imprenditoriali artigiane piemontesi, ma registra per l’ennesima volta un dato negativo (-1,16%). L’industria in senso stretto, con il 22,2% delle imprese artigiane della regione, evidenzia un tasso di variazione pari al -0,83%, in linea con la media regionale.

Va peggio il turismo (-1,39%), mentre gli altri servizi e il commercio evidenziano risultati lievemente migliori (rispettivamente -0,43% e -0,42%).

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A livello provinciale, nel I trimestre 2017 le criticità maggiori si riscontrano a Biella (-1,29%) e Vercelli (-1,24%). Contrazioni più intense della media regionale si registrano anche ad Alessandria (-0,91%) e Torino (-0,89%), mentre vanno meglio rispetto al dato piemontese le imprese del Verbano Cusio Ossola (-0,76%), di Cuneo (-0,68%) e Novara (-0,60%). Il dato meno negativo appartiene alla provincia di Asti (-0,27%).

“Il tessuto artigiano piemontese – ha sottolineato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte vive un momento di debolezza, sebbene il calo del numero di imprese rilevato nel I trimestre 2017 sia meno intenso rispetto a quello registrato negli analoghi trimestri degli ultimi due anni. Bisogna anche ricordare che il primo trimestre dell’anno è solitamente caratterizzato da un bilancio negativo tra iscrizioni e cessazioni di imprese, poiché queste ultime si concentrano sul finire dell’anno precedente e vengono contabilizzate negli archivi camerali nelle prime settimane dell’anno successivo. Non dobbiamo comunque nasconderci la realtà, che è quella di un tessuto artigiano che mostra fragilità in tutti i territori provinciali e nei principali settori produttivi. Questi dati sono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare e al quale dobbiamo rispondere intensificando gli sforzi per sostenere le imprese artigiane, attraverso il microcredito, le reti d’impresa, i servizi di accompagnamento all’internazionalizzazione e di supporto all’innovazione”.