Cna e il futuro
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Questa sera La Confederazione nazionale degli atigiani si riunirà per l’assemblea elettiva provinciale. L’appuntamento individuerà i nuovi soggetti che dovranno guidare Cna in un momento sempre più delicato per il settore. Il momento è importante per tutta la provincia ma lo è ancor di più per Valenza, affaticata dalla crisi e improvvisamente orfana di Luciano Ponticello. Con Giacomo Maranzana, direttore di Cna Valenza, siamo partiti proprio da questa ultima situazione e proprio lui ha voluto rimarcare il ruolo prezioso dell’ex dirigente della sede valenzana: “con lui abbiamo fatto un percorso che ci ha portato anche a condividerne le ragioni, quello stesso percorso che ha condotto alle sue inevitabili dimissioni. In modo molto semplice abbiamo spiegato in un comunicato le motivazioni di questo distacco. Alla base di tutto ci sono ragioni personali e professionali tali da comportare una evidente incompatibilità tra i suoi futuri impegni e la direzione di un’organizzazione come la nostra. Ponticello, vorrei ricordarlo, è stato un punto di riferimento per la nostra realtà ma anche in sede regionale e nazionale per la parte relativa all’artigianato artistico e al settore orafo. In questo quadro il moltiplicarsi dei problemi, il protrarsi della crisi, le novità non sempre positive che investono il settore orafo, come nel caso nichel, tutti questi fattori hanno determinato la decisione di Ponticello. Abbiamo preso atto, con grande rammarico, di questo epilogo, purtroppo però inevitabile”. 
Questo però non può frenare lo sforzo di un’associazione che si trova ad affrontare tante questioni, soprattutto a Valenza.
“E’ vero, stiamo notando una perduranza della crisi che sta diventando strutturale. Non si vedono prospettive e la cassaintegrazione in deroga è ormai un elemento quotidiano. Le aziende approcciano anche i nuovi contatti con grande diffidenza e sospetto perché non sanno mai come e quali saranno le condizioni di pagamento. A tutto questo aggiungono una serie di altri problemi: le difficoltà di accesso al credito, la complessità del sistema fiscale, l’aggravamento del peso fiscale. Tanto per dare un metro di paragone, ormai piccoli imprenditori non assumono più perché sono letteralmente terrorizzati per gli oneri legati ai vari istituti.”
Intanto da tempo Rete Imprese Italia ha chiesto azioni e concretezza. Il nuovo governo vi sta convincendo?
“In alcuni ambiti qualcosa comincia a muoversi ma c’è ancora troppo da fare. E’ evidente che non possiamo essere soddisfatti ad oggi. Abbiamo bisgono di ben altro”.
Più volte abbiamo detto che se la crisi è spaventosa in Italia forse lo è ancora di più per il nostro territorio, a cominciare da Valenza.
“Anche qui richiamo l’operato di Luciano Ponticello che nella sua qualità di vicepresidente del consorzio del marchio e di amminsitratore della newco ha fatto un lavoro enorme nei confronti di un grande gruppo cinese interessato alle produzioni valenzane. Da questo punto di vista speriamo che il lavoro porti dei frutti, come ci sembra di vedere. Questa è una delle questioni che un minimo di speranza riesce a trasmettere. Per quanto ci riguarda stiamo lavorando sul cambio di destinazione d’uso dell’area orafa dove si trovano molti laboratori dismessi. Stiamo cercando di rivedere le norme vincolanti di 30-40 anni. quelle regole, ormai fuori contesto, impediscono di ampliare il mercatodi quelle aree. Stiamo inoltre pensando a un discorso di rimessa in gioco dei lavoratori dismessi. Questo si collega con alcune iniziative che dovremmo produrre per mantenere in vita la professione orafa. Noi Infine, cosa non scontata, stiamo continuando a investire in attesa di tempi migliori”.