Ancora in salita la strada per uscire dalla crisi

Non c’è niente da fare. La crisi non è ancora finita e i segni sono ancora ben visibili. I prossimi mesi per le imprese artigiane piemontesi saranno sempre in salita come è emerso dall’ultima indagine trimestrale di Confartigianato. Nel secondo trimestre del 2014 rimane sostanzialmente immutata la produzione totale, passata dal -26,38% al -26,15%. timida riduzione anche dei nuovi ordini con un saldo però spaventosamente negativo dal -72,94% al -71,19%. Gli ordini per le esportazioni sono in ripresa anche se sotto lo 0: -8,44%.
Le imprese artigiane in questo clima pessimistico non hanno programmato investimenti per ampliamenti.
Qualche segnale incoraggiante è emerso dalla previsione degli incassi regolari salita dal 30,50% al 32,12%, un risultato unito alle previsioni di ritardi scese dal 67,43% al 66,06%.
Nessuna delle imprese intervistate ha in programma l’assunzione di manodopera specializzata o generica o di apprendisti, riconfermando quanto espresso nei due ultimi trimestri anche se sul fronte dell’andamento occupazionale la negatività del saldo si attenua lievemente, passando dal -2,29% al -1,99%.
“Sull’andamento dell’occupazione – ha commentato Francesco Del Boca, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – pesa il costo del lavoro. Il Governo deve assumere misure che riducano con equità il cuneo fiscale per tutti i settori imprenditoriali, consentendo anche alle piccole imprese di recuperare competitività nei confronti della concorrenza internazionale. In particolare per quanto riguarda l’assunzione dei giovani, la propensione tradizionale dell’artigianato ad utilizzare l’apprendistato è stata gravemente compromessa dai maggiori costi e vincoli introdotti dalla riforma Fornero e dalle incertezze applicative provocate dalle tre riforme dell’ istituto, succedutesi tra il 2011 ed il 2013. Occorre ridurre tali costi e vincoli, nell’interesse delle imprese e dei lavoratori”.

“L’enunciazione di pagare entro il 2014 i debiti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle imprese -prosegue Del Boca- è ottima, ma per realizzarla concretamente, superando la farraginosità e le lentezze burocratiche, occorre avere il coraggio di adottare la compensazione secca, diretta ed universale tra crediti e debiti verso la P.A.

Altra nota dolente è quella del credito. Occorrono interventi che consentano alle piccole imprese di accedere ai finanziamenti a condizioni eque, riequilibrando il rapporto con il sistema bancario”.

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“A livello piemontese -conclude Del Boca- ci si attende che dalle consultazioni elettorali di fine maggio emerga un Governo regionale in grado di rispondere al meglio, per quanto di sua competenza, alle esigenze del mondo produttivo ed in particolare dell’artigianato”.

La seconda indagine trimestrale del 2014 è stata svolta dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte mediante una serie di domande rivolte telefonicamente ad un campione di circa 2500 imprese artigiane piemontesi, operanti nei comparti maggiormente significativi della produzione e dei servizi.