Brachetto: ‘serve una svolta’. Cia e Confagricoltura martedì incontrano i produttori ad Acqui
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Cia e Confagricoltura lanciano l’allarme sul brachetto. I produttori, hanno spiegato le associazioni di categoria, oggi incassano appena 6 mila euro ad ettaro. Con le attuali rese e con un calo del 50% di bottiglie vendute dall’industria, più di metà delle uve oggi viene destinata a prodotti alternativi concorrenziali che, di fatto, fanno scomparire la Docg Brachetto. Una situazione diventata insostenibile che rischia di mandare al collasso il comparto entro due vendemmie, hanno chiosato Cia e Confagricoltura. Per tentare un’inversione di tendenza, le due associazioni di categoria hanno chiamato a raccolta i produttori di uve Brachetto. Questo martedì, al salone Belle Epoque del Grand Hotel di Acqui Terme, alle 21, si svolgerà infatti un’assemblea pubblica per esaminare la proposta del Consorzio del Brachetto e per valutare eventuali ipotesi di accordo alternative. L’accordo di filiera per le uve e i mosti quest’anno non inizia sotto i migliori auspici. I dati forniti dal Consorzio di Tutela non fanno prevedere nulla di buono. In un primo incontro che si è svolto nelle scorse settimane a Isola d’Asti, è stata presentata una prima ipotesi di filiera, subito condivisa dalla parte industriale e dalle Cantine Sociali. Cia e Confagricoltura hanno quindi invitato tutti i produttori di uve brachetto a partecipare attivamente all’assemblea di martedì per decidere insieme la linea da adottare per l’accordo di filiera.