Timidi segnali di ripresa per il commercio e la ristorazione in provincia  
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Il settore della ristorazione e del commercio al dettaglio non potrà fare i salti di gioia ma almeno, in provincia, segnala un timido risultato positivo. I dati che emergono dall’indagine congiunturale relativa al II trimestre 2014, realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali, in effetti denotano alti e bassi per la regione piemontese.

Le imprese del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione hanno registrato, nel trimestre lugilo-settembre, una variazione del +1,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Rimangono però stazionarie le condizioni degli esercizi di vicinato del commercio al dettaglio e della somministrazione, mentre sono migliorate le performance delle medie e grandi strutture. I dati si riferiscono al periodo aprile-giugno 2014 sulla base di 982 imprese piemontesi interpellate. Il risultato finale è che gli esercizi di vicinato e della ristorazione continuano a risentire della contrazione della spesa con un -0,1% per entrambi, mentre le medie e grandi strutture di vendita hanno registrato una variazione tendenziale positiva pari all’1,9%. Ha tenuto bene solo il settore della cultura e del tempo libero con un aumento tendenziale del fatturato pari a +2,4% rispetto al II trimestre 2013. Stabile invece il fatturato generato dalla vendita di prodotti di abbigliamento (+0,1%), mentre si registrano flessioni dei rispettivi volumi d’affari nei settori alimentare (-1,1%), dei prodotti per la casa e ICT (-0,8%) e degli altri prodotti (-0,8%).

Il lieve incremento del fatturato non ha coinvolto tutte le realtà provinciali. Sono le province di Torino e Cuneo ad aver registrato le performance migliori, con aumenti dei volumi d’affari rispettivamente pari a +1,9% e +1,4% sul II trimestre 2013. Al terzo posto Vercelli con un +1%, mentre la provincia di Alessandria ha conquistato il quarto posto con +0,4%. Dietro queste province solo risultati negativi con Novara e Biella incappate nel risultato peggiore, -1,3% e -1,2%, seguite dal Verbano Cusio Ossola e Asti con flessioni dello 0,8% e dello 0,3%.

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Il dato preoccupante è che solo per il 16% degli intervistati, nel trimestre luglio-settembre, il fatturato risalirà. Per il 41% rimarrà stabile mentre per il 43% subirà un’ulteriore flessione. Il saldo tra ottimisti e pessimisti risulta, così, pari a -27 punti, in peggioramento rispetto ai -10 punti della precedente rilevazione. I pessimisti superano di gran lunga gli ottimisti anche in riferimento agli ordini ai fornitori, mentre per quanto rigurda l’occupazione si rileva un generale orientamento alla stazionarietà.