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ALESSANDRIA – Cattive notizie per i commercianti. Il Governo, con l’arrivo del 2020, infatti non ha prorogato la cedolare secca sugli affitti dei negozi stipulati nell’anno nuovo. Questo porterà a un aggravio dei costi che potrebbe assestare un duro colpo al commercio locale già in difficoltà da molti anni. “Si tratta di una netta mancanza di sensibilità da parte delle istituzioni nei confronti di una categoria già martoriata dalla crisi e dalla concorrenza di realtà più solide e diramate tanto sul territorio locale che nazionale“, ha spiegato Manuela Ulandi, presidente provinciale di Confesercenti, a RadioGold.

La cedolare secca sui canoni riscossi dando in affitto un esercizio commerciale permetteva a chi sottoscriveva un contratto entro il 31 dicembre 2019 di versare un’imposta sostitutiva unica del 21% del canone per l’intera durata del contratto che di solito è di sei anni a cui si può aggiungere un rinnovo per altri sei. “L’annullamento della proroga alla cedolare secca non è stata applicata ad esempio alle case. Non capiamo il motivo che porti il Governo a colpire ancora una volta un comparto che, ripeto, è sempre più in difficoltà“. Specialmente ad Alessandria dove, continua la Ulandi, “siamo accerchiati da centri commerciali, grandi catene e supermercati. Non stupiamoci poi che i negozi chiudano“. O si spostino nelle zone più periferiche dove gli “affitti costano magari un po’ meno ma anche il giro d’affari risulta essere minore“.

La presidente provinciale di Confesercenti sostiene infatti che “le leggi dovrebbero supportare il commercio e non penalizzarlo. Soprattutto se pensiamo alla competizione impari che i piccoli imprenditori svolgono ogni giorno. Oggi tirare su la saracinesca è una missione e una prova di fede. Andando avanti così i commercianti rischiano davvero di chiudere uno dopo l’altro“. Manuela Ulandi ha infatti disegnato un quadro tutt’altro che roseo per il commercio dove “sempre più tasse attanagliano questa categoria che di giorno in giorno fatica ad andate avanti“.

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