PIEMONTE – In Piemonte cala la domanda di lavoro delle imprese. A gennaio 2020 sono infatti circa 36.450 le entrate programmate dalle aziende, 980 unità in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 e pari a un -2,6%. Nel 31% dei casi le entrate previste saranno a tempo indeterminato o di apprendistato (era il 23% a gennaio 2019), mentre nel 69% saranno a termine. Va inoltre sottolineato come nel trimestre gennaio-marzo 2020 le entrate stimate raggiungeranno le 78.960 unità, circa 7 mila in meno rispetto a quanto previsto nel primo trimestre del 2019.

In dettaglio delle 36.450 entrate previste in Piemonte a gennaio 2020 il 20,3% è costituito da laureati, il 38% da diplomati, il 25,7% da persone con  qualifiche professionali predefinite e il 16% è riservato alla scuola dell’obbligo. La maggior parte troveranno posto in aziende di servizi che di fatto forma la fetta più consistende della domanda di lavoro con il suo 68%. Il comparto manifatturiero genererà il 32% della domanda di inizio 2020 con un calo rispetto a gennaio 2019 di 1.180 unità.

Il 32% delle entrate previste per gennaio 2020 in Piemonte sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale pari al 28% e a quanto previsto nel gennaio 2019 a livello regionale (27%). Il 29% invece sarà costituito da operai specializzati e conduttori di impianti, il 21% riguarderà professioni commerciali e dei sevizi e solo il 9% sarà composto da impiegati.

Va infine sottolineato come il 2020 sia iniziato all’insegna di una maggiore difficoltà di reperimento del personale. In 36 casi su 100 le imprese piemontesi prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati. Le professioni più difficili da trovare nel periodo considerato, sono i tecnici delle vendite, del telemarketing e della distribuzione commerciale, gli operatori della cura estetica e gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche.