Accordo tra Arezzo e Vicenza per le fiere del 2015. Valenza non c’è
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VALENZA – Alcuni giorni fa è stato presentato un importante accordo tra Fiera di Vicenza e Arezzo Fiere e Congressi. Il patto è stato siglato per “rafforzare il sistema fieristico italiano del settore orafo-gioielliero“. Si tratta di un primo passo verso un coordinamento maggiore delle fiere e una più alta valorizzazione del Made in Italy del comparto nel mercato globale, supportato dal Governo. Un’intesa che dovrebbe dare maggiore spinta all’economia dei distretti interessati, come spiegato dal Presidente di Arezzo Fiere e Congressi, Andrea Boldi, ai microfoni di Radio Gold News: “per troppo tempo le fiere sono diventate autoreferenziali e quindi era necessario presentarsi come sistema Italia in maniera unitaria. Occorre promuovere i settori produttivi. Il settore nonostante la crisi ha una propensione all’export inimmaginabile. L’unione delle due fiere, che da sole valgono il 70% dell’export, ma che dialogano in maniera costante con il distretto di Valenza e quindi vanno a coprire quasi la totalità dell’export, possono portare tutti i compratori del mondo in Italia”.

E in questo senso di certo spicca, in questo accordo, l’assenza della fiera di Valenza, a quanto pare oscurata dalle altre due, anche se, ha specificato Boldi, il distretto nostrano rimarrà comunque attore principale: “Valenza è protagonista quanto Vicenza e Arezzo perché ha una tipologia di prodotto talmente ricercata nel mondo che è sicuramente principale attore delle fiere. Quindi in questo accordo vedo un successo del sistema produttivo italiano e non delle fiere. Poi se la scatola in cui il sistema produttivo è contenuto diventa Arezzo o Vicenza, perché logisticamente fiera di Valenza aveva problematiche di accessibilità a livello mondiale, credo che questo non significhi nulla. E’ un accordo che di sicuro vede Valenza al pari degli altri due distretti anche se magari non come ente fieristico. Tra l’altro i numeri che sta tirando fuori Valenza sono in termini di crescita assolutamente tra i più importanti d’Italia.”

Valenza quindi, almeno stando alle dichiarazioni di Boldi, non rimarrà indietro. Tuttavia, almeno al momento, è evidente il ruolo ormai smarrtio della Fiera valenzana, anche se le potenzialità del distretto rimangono vitali e vive, ma prive di un punto di riferimetno importante.

Tornando all’accordo Vicenza-Arezzo, ecco quali saranno, secondo i firmatari i benefici per il settore e il Made in Italy:

Carlo Calenda, Vice Ministro per lo Sviluppo Economico, ha sottolineato: “con la Legge di Stabilità il Governo ha appena stanziato importanti risorse sul Piano Straordinario per il Made in Italy. Cominciamo a dare segnali netti con progetti che coinvolgono intere filiere e si rivolgono ai mercati a più alto potenziale. Sta succedendo con il tessile-moda e oggi annunciamo un importante accordo per le nostre produzioni orafe e di gioielli. Si tratta di un comparto che vende in tutto il mondo e genera un saldo  commerciale  di  oltre  quattro miliardi di euro.  Il  Ministero  e  l’ICE,  insieme al sistema fieristico e alle Associazioni di settore, dimostrano oggi che sappiamo muoverci  con una visione strategica e riusciamo a valorizzare l’enorme  patrimonio  di  competenze  e  tradizione dei nostri settori più importanti”.
Matteo  Marzotto, Presidente di Fiera di Vicenza, ha aggiunto: “l’accordo rappresenta un passo storico per l’oreficeria e la gioielleria italiana, il sistema fieristico di riferimento e l’internazionalizzazione del Paese. Vicenza e Arezzo e le loro rispettive fiere definiscono un’intesa con l’obiettivo di potenziare ulteriormente uno dei comparti produttivi d’eccellenza del made in Italy, riconosciuto a livello globale per la sua  straordinaria qualità. In questo, il supporto in
primo luogo del Governo, ma anche  delle Categorie Economiche, rappresenta un segnale di grande rilievo e ci dà l’opportunità di diventare  degli “esecutori  di  sistema”. Evidenzia inoltre un fatto di cui come Fiera  di Vicenza siamo non solo convinti, ma anche artefici  nel nostro settore: l’importanza strategica dell’internazionalizzazione per il futuro del Paese. Il sistema fieristico svolge già un ruolo importante, da qui passa l’80% dell’export italiano,  ma deve ancora davvero diventare “sistema integrato”, tra filiere e territori. Questo accordo è un primo concreto passo in avanti, un’intesa capace di superare sterili e inattuali campanilismi per  il bene di tutto il comparto orafo-gioielliero  
italiano”.

Infine, il Presidente di Arezzo Fiere, Boldi, ha spiegato: “ho avuto sempre come unico obiettivo creare un Salone orafo esclusivamente al servizio degli orafi  e per gli orafi, la mia idea di fare una fiera si misura sulla capacità  di generare reddito per le imprese italiane. Da oggi non si penserà più a cosa è bene per una Fiera o per l’altra, ma si penserà a cos’è “il bene” per le aziende orafe e gioiellerie del nostro paese, e con il loro supporto e soddisfando le loro esigenze, sono certo che non tarderanno ad arrivare grandi e importanti risultati“.

L’accoro prevede per il 2015 il coordinamento del calendario fieristico. Tre i Italia Vicenzaoro Italy a gennaio e settembre. Oroarezzo, a maggio, e Vicenzaoro a Dubai e Las Vegas.

Fabrizio Laddago