PIEMONTE – Nel 2016 il Piemonte ha perso 519 imprese. In base ai dati delle Camere di Commercio lo scorso anno sono nate 26.447 aziende. Anche se le nuove iscrizioni sono state 292 in più rispetto al 2015, le 26.966 cessazioni hanno portato a un bilancio di -0.12%. A fine dicembre lo stock si è così fermato a 438.966 unità, confermando comunque il Piemonte come la settima regione per numero di aziende, con oltre il 7% delle imprese nazionali.

Il dato regionale sulla nati-mortalità del 2016 è frutto degli andamenti negativi rilevati in quasi tutte le province, esclusa Novara in crescita dello +0,25% e di Torino, sostanzialmente stabile a+0,07%.
Tra i cali più significativi c’è però quello di Alessandria, dove la nati-mortalità delle imprese lo scorso anno ha fatto registrare un -0,63%. Peggio solo i dati di Biella a -1,02%. Cuneo evidenzia invece la contrazione più contenuta (-0,05%), mentre tutte le altre province manifestano performance al di sotto della media regionale: Asti -0,36%, Verbania – 0,50%, Vercelli -0,58%.

Da cinque anni il tasso di crescita delle imprese piemontesi non segna valori positivi anche se nell’ultimo biennio ha fatto registrare un lieve miglioramento. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni del 2016 è linea con il dato del 2015 (-0,11%) e in netto miglioramento rispetto ai risultati del 2014 (-0,44%) e del 2013 (-0,54%), ma ancora in controtendenza rispetto alla media nazionale (+0,68%).

La forte frammentazione produttiva non ha aiutato le imprese del territorio a resistere al meglio alle prolungate difficoltà
(Ferruccio Dardanello)

La crisi che ha colpito il tessuto imprenditoriale regionale non si è ancora conclusa, pur essendosi attenuata nell’ultimo biennio – ha sottolineato Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte – Il tasso di crescita delle imprese piemontesi è ancora negativo, in controtendenza rispetto al dato italiano. L’ossatura del sistema produttivo regionale continua, infatti, ad essere costituita soprattutto da aziende di piccole e medie dimensioni, pur ospitando anche realtà più grandi: sicuramente la forte frammentazione produttiva non ha aiutato le imprese del territorio a resistere al meglio alle prolungate difficoltà. Le Camere di commercio e la Regione Piemonte, in sinergia, devono continuare a offrire tutti gli strumenti necessari per porre fine a questo trend, grazie a servizi di accompagnamento all’imprenditorialità, match tra domanda e offerta lavorativa e know how innovativo”.

Dall’analisi del tessuto imprenditoriale piemontese per classe di natura giuridica, si osserva come le società di capitale (+2,66%) e le altre forme (+0,58%) continuino a evidenziare dinamiche positive, mentre risultano ancora negativi gli andamenti delle imprese individuali (-0,34%) e delle società di persone (-1,53%).

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Valutando i tassi annuali di variazione percentuale dello stock delle imprese registrate per settori di attività economica, si osserva come, anche nel 2016, il turismo abbia sperimentato la performance migliore (+1,21%), seguito dal comparto degli altri servizi (+0,78%).
Risulta leggermente negativo lo stock del commercio (-0,34%), mentre appaiono maggiormente penalizzati gli altri settori, pur evidenziando un’erosione della base imprenditoriale inferiore a quella mostrata nel 2014: costruzioni (-1,15%), industria in senso stretto (-0,79%) e agricoltura (-0,12%).