Autore Redazione
martedì
5 Aprile 2016
22:19
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Mèsico

Mèsico

Mésico, ovvero Paolo Mazzacani (già Tempelhof) presenta il suo primo disco solista, A Long Betrayal ,il suo progetto più intimo e personale. Intimo per i toni delicati della sua musica, personale perchè tocca le corde più profonde dell’animo e per il moniker scelto, un omaggio al nonno. Così scrive l’autore nelle note di copertina:«Mèsico era mio nonno , venuto al mondo nel mezzo dell’oceano, sul ponte più misero della nave che riportava in patria la sua famiglia, partita emigrante per il Brasile qualche anno prima. Era l’inizio del Novecento. Raggiunta l’Italia, lo battezzarono col nome di Guido, ma iniziarono presto a chiamarlo Giuàn, Giovanni, come il fratello maggiore che se ne andò adolescente cadendo dalla scala del granaio. Era un tizio enorme, più largo che alto, forte come un toro, feroce, affamato. Nel piccolo paese della campagna mantovana in cui divenne uomo, un posto esotico valeva l’altro; fosse Cile o Argentina, Brasile o Messico, appunto, non faceva alcuna differenza, così, eccolo marchiato a vita: Mèsico, con una esse sola, come vuole la spiccia fonetica del poco cerimonioso dialetto padano. E Mèsico fu mio padre e Mèsico sono anch’io».

 

In concerto sarà accompagnato da Gionata Mirai de Il Teatro degli Orrori.

 

 

 

 

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