Autore Redazione
venerdì
1 Giugno 2018
08:52
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Back forward back, Tué e Co/Scienze

Back forward back, Tué e Co/Scienze

Continua l’appuntamento con il Vignale Monferrato Festival, vedremo infatti tre spettacoli:

Si inizia con Back forward back  & Conductor Imagination, la doppia creazione del giovanissimo Juliano Nunes, danzatore presso il Royal Ballet of Flanders, in Belgio, trova fonte di ispirazione nella musica classica e in particolare nelle creazioni per pianoforte, strumento che, come racconta, “parla direttamente alla sua parte creativa”. Back forward back narra di un viaggio all’indietro nel tempo, nello stesso giorno per più di una volta, un passo indietro nell’ignoto.

È seguito da Conductor Imagination, il tentativo di immedesimazione nei panni di un direttore d’orchestra.
Se costui fosse stato un ballerino, come avrebbe trasferito il linguaggio musicale in danza? L’artista brasiliano, già collaboratore di Ohad Naharin, Jiří Kylián e Hans van Manen, danza così, alla ricerca di un modo onesto per tradurre la musica in danza, nel tentativo di tenere le due arti strettamente legate anche nelle immagini da restituire al pubblico.

Seguirà lo spettacolo Tué, il terzo pezzo composto dal coreografo tedesco di fama internazionale Marco Goecke per Les Ballets de Monte Carlo è l’assolo Tué, creato in origine per la ballerina Bernice Coppieters in occasione del 100 ° anniversario di Les Ballets Russes e presentato nel 2009 in onore della principessa Carolina di Monaco. L’assolo è stato eseguito nei gala di varie parti del mondo e raggiunge oggi gli spazi di Orsolina28 nell’ambito di Vignale Monferrato Festival. Ad accentuare l’estetica dell’arte coreografica di Goecke, i brani della chansonnière francese Barbara, che con voce calda e avvolgente abbraccia i movimenti veloci e nervosi dell’interprete, la ballerina americana Drew Jacoby, nella sintesi di un contrasto accentuato dall’originalità dei costumi in scena, di cui lo stesso Goecke è autore.

E per finire, Co/scienze, ultimo lavoro del ballerino e coreografo Laccio, è il racconto della conquista della consapevolezza del proprio sé, delle azioni che compiamo e degli scopi che le precedono. Questo tipo di consapevolezza destabilizza e scuote, fino a far dubitare degli altri e del legame che a loro ci unisce. L’unione esiste, ma è continuamente messa alla prova. In scena una compagnia di uomini più maturi rispetto al precedente lavoro Cre/Azione, perché a guidare i danzatori sul palcoscenico non c’è più l’istinto, ma la coscienza.
La Laccioland Company nasce nel 2012 come nuovo esperimento di analisi e sviluppo originale delle danze urbane.

Il punto di partenza del suo lavoro è la purezza della tecnica hip hop, ma ad essere stravolto è l’arrivo: si cerca e si trova un nuovo linguaggio, plasmato nel tempo sull’esperienza corporea di Laccio.

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