Cronaca - Alessandria

Martedì l’ultimo passaggio per l’Ospedale universitario di Alessandria e a gennaio la risposta sui fondi del Ministero per il campus

ALESSANDRIA – Ormai manca solo “l’ultimo passaggio” e poi Alessandria avrà il suo ospedale universitario.Verosimilmente martedì” in Consiglio Regionale si concluderà l’iter legislativo regionale per trasformare l’azienda ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo in un ospedale universitario. Ad annunciarlo il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Gian Carlo Avanzi, che “attendeva con trepidazione” questo momento e si è già portato avanti invitando ad Alessandria il Governatore Alberto Cirio per suggellare la nascita del polo ospedaliero universitario.

Concluso l’iter, l’ospedale di Alessandria, insieme a quello di Novara, diventerà uno dei “pilastri portanti” della Scuola di medicina e delle professioni sanitarie, ha sottolineato il Rettore dell’Upo: “Questa trasformazione – ha spiegato Gian Carlo Avanzi – renderà l’ospedale più attrattivo e permetterà di aumentare il numero di studenti in medicina e anche di specialisti”.

Servirà qualche settimana in più, invece, per avere novità su un altro importante progetto che permetterà di rafforzare la presenza dell’Università del Piemonte Orientale ad Alessandria.
A gennaio, infatti, dovrebbe arrivare “la risposta” sul cofinanziamento del Ministero per il campus universitario. Il progetto, ha ricordato Avanzi, può contare sui 40 milioni di fondi propri dell’Upo ma ovviamente servono anche i 23 milioni chiesti allo Stato. Avanzi è “ottimista” e in attesa di avere novità sull’entità della linea di finanziamento statale che dovrebbe sostenere anche la realizzazione del campus di Alessandria sta intanto valutando se iniziare “da subito” la demolizione degli stabili, anche per evitare “nuove occupazioni“, come quella avvenuta nei mesi scorsi da parte del collettivo Non Una di meno e che poco è piaciuta al Rettore. L’Università conta di ultimare le demolizioni entro il 2025 e poi, se arriveranno i richiesti finanziamenti “e tutto andrà come si spera”, realizzare il campus in due anni. Sul cronoprogramma Avanzi mette però le mani avanti. Il cronoprogramma va “preso con le pinze” perché in Italia con i lavori pubblici “non si sa mai“.

Per rafforzare ulteriormente la sua presenza in città l’Università vorrebbe anche  aumentare i posti letto per gli universitari. Questa, però, “non è materia dell’Università” ha puntualizzato Avanzi. L’edilizia studentesca è gestita dalla Regione attraverso l’Edisu, l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario, che ha il compito di creare residenze per studenti meritevoli in difficoltà economica. Ad Alessandria l’Università si è dedicata e “ha creduto” anche al progetto del Comune per creare posti letto per gli universitari all’ex Ospedale Militare San Francesco. Quel progetto, ora, sembra sia “cambiato” ma il Rettore spera di portarlo avanti e fisserà a breve un incontro con il sindaco di Alessandria.
Ha già dato i suoi frutti, invece, la collaborazione con la Curia che ha permesso di creare una cinquantina di posti letto al collegio Santa Chiara: “Che oggi cammina con le sue gambe e che  ha anche una mensa dove mi dicono si mangi anche molto bene”. Per aumentare i posti letto per gli universitari si potrebbero realizzare degli studentati privati ma ad Alessandria “è complicato” ha constatato il Rettore. L’Università spera che la società Ream faccia “i passi che gli sono stati chiesti” ma un privato per investire deve vedere un “margine di guadagno” che, ad Alessandria, è “risicato“: “I prezzi degli affitti ad Alessandria sono relativamente bassi rispetto ad altre città dove ci sono università, compresa Novara, e i privati fanno fatica ad investire. Dal canto nostro siamo contenti di quanto siamo riusciti a realizzare sul fronte delle residenze universitarie ma sappiamo che c’è ancora molto da fare e con Edisu cercheremo di portare avanti progetti per avere un centinaio di posti letto. Non è semplice ma proveremo a farlo nei prossimi anni”.

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