29 Agosto 2025
12:55
Lav contro la politica: “Aperta la caccia già il primo settembre in Piemonte e Lombardia”
PIEMONTE E LOMBARDIA – La Lav, Lega antivivisezione, si scaglia contro la politica per il periodo di caccia che, sostiene, di fatto si apre già il primo settembre. “Come ogni anno anche il 2025 ripeterà il consueto copione venatorio. La stagione si apre ufficialmente la terza domenica di settembre, quindi il 21, ma la gran parte delle Regioni – al momento Piemonte, Lombardia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto – anche quest’anno concede ai cacciatori di poter andare a caccia già dal 1° settembre, sfruttando le cosiddette preaperture. Una possibilità – non un obbligo – alla quale i Presidenti delle Regioni non hanno mai rinunciato, pur di accontentare i cacciatori in piena crisi d’astinenza dalla loro sanguinaria passione“. “L’ingordigia dei cacciatori è assecondata dai politici alla costante ricerca del consenso anche se questo comporta un vero e proprio massacro di animali selvatici – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV, Animali Selvatici – è quello che sta accadendo in questi giorni al Senato dove si sta discutendo del Disegno di Legge 1552 voluto dalla maggioranza e che ha lo scopo di mandare a morte ancora più vittime innocenti pur di fare un favore ai cacciatori” . Le contestazioni alla politica sono sostenute dal fatto che, “se il disegno di Legge dovesse essere approvato, modificherà profondamente la norma nazionale che regola la caccia, riducendo la tutela degli animali selvatici per regalarli ai fucili dei cacciatori: cancellazione del divieto di caccia agli uccelli migratori sui valichi montani; riapertura degli impianti di cattura di uccelli da richiamo; caccia praticabile anche in primavera; riduzione dell’estensione delle aree protette; caccia consentita anche nelle foreste demaniali finora considerate territorio ricreativo e turistico; guardie giurate di supermercati e banche che possono partecipare alle battute di caccia“. A questo, continua la Lav, si aggiungerà la “cancellazione del limite massimo della stagione di caccia, oggi fissato alla prima decade di febbraio, consentendo così ai cacciatori un periodo di caccia virtualmente illimitato, incrementando così anche i rischi per i cittadini“.
Proprio nei giorni di avvio della stagione venatoria, la LAV assieme ad altre associazioni, depositerà le cinquantamila firme a sostegno della proposta di Legge di iniziativa popolare per l’abolizione della caccia che sarà quindi discussa in Parlamento in antitesi al disegno di Legge voluto dalla maggioranza. La caccia è un’attività crudele, pericolosa, inutile, violenta, diseducativa. La LAV si è sempre battuta per la sua abolizione e continuerà a farlo fino a che non sarà messa fuori legge.
“È lo stesso Eurispes che certifica da sempre la grande avversione dei cittadini italiani nei confronti della caccia, con valori che nel tempo hanno registrato il 76% di contrari a un’attività che causa ogni anno l’uccisione di centinaia di milioni di animali e decine di morti e feriti umani, vogliamo che finalmente la democrazia prevalga sull’arroganza dei cacciatori e dei loro politici di riferimento disposti a svendere la vita degli animali selvatici come merce di scambio elettorale”, conclude la LAV. Foto di Reuben Challinor su Unsplash