Autore Redazione
sabato
3 Gennaio 2026
05:30
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Politica - Piemonte

Aziende faunistico-venatorie equiparate alle imprese. Protopapa: “Svolta che valorizza lavoro sulla filiera della selvaggina”

Aziende faunistico-venatorie equiparate alle imprese. Protopapa: “Svolta che valorizza lavoro sulla filiera della selvaggina”

PIEMONTE – “Una svolta normativa destinata a cambiare il volto del settore”. Con una norma inserita nella Legge di Bilancio 2026, le aziende faunistico-venatorie vengono equiparate alle imprese agricole: un passaggio definito “storico” dal consigliere regionale della Lega Marco Protopapa  perché supera il vincolo di “non lucro” e apre a nuove prospettive di sviluppo economico, ambientale e occupazionale, soprattutto nelle aree rurali e interne del Paese.

Il nuovo inquadramento, aggiunge Protopapa, consente a queste realtà di operare con “maggiore chiarezza giuridica e fiscale”, favorendo investimenti, multifunzionalità e una gestione più moderna e sostenibile della fauna selvatica: “Un impatto concreto potrebbe riguardare anche il territorio alessandrino, dove molte aziende faunistico-venatorie hanno subito pesanti contraccolpi negli ultimi anni a causa della peste suina africana: per queste realtà, la norma rappresenta uno strumento utile per riorganizzare attività e programmazione, tornando a svolgere un ruolo attivo sul territorio.

Si tratta di un passaggio fondamentale perché riconosce finalmente il ruolo economico, ambientale e territoriale delle aziende faunistico-venatorie, che da anni svolgono un lavoro prezioso di presidio del territorio e di equilibrio faunistico”.

La novità si inserisce in un percorso che in alcune regioni era stato già anticipato da politiche locali. In Piemonte, durante il mandato di Protopapa come assessore regionale all’Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca, era stato avviato un lavoro per valorizzare la filiera della selvaggina, con l’obiettivo di trasformare una criticità in una risorsa. “Abbiamo scelto di affrontare il tema della fauna selvatica non solo come emergenza, ma come opportunità. La selvaggina, se gestita correttamente, può diventare una risorsa economica, alimentare e ambientale per i territori”, aggiunge Protopapa.

Nella precedente legislatura la Regione aveva promosso un progetto sperimentale per una filiera di qualità delle carni di selvaggina, basata su tracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria, valorizzazione delle carni provenienti da animali in libertà, formazione specifica per cacciatori e operatori, coinvolgimento di ristorazione e mercato. Un modello che puntava anche alla riduzione dei danni all’agricoltura legati ad alcune specie. “L’obiettivo era duplice: garantire sicurezza e qualità al consumatore e dare valore al lavoro di chi opera sul territorio, riducendo al contempo i danni alle colture e gli ingenti risarcimenti a carico della Regione”.

Ora la norma nazionale rafforza questa impostazione, riconoscendo a livello statale il valore economico e sociale della gestione faunistico-venatoria e creando le condizioni per consolidare e ampliare le esperienze già avviate. “Questa legge va nella direzione giusta – conclude Protopapa – perché mette ordine, dà certezze e apre la strada a una vera filiera della selvaggina, sostenibile, controllata e capace di generare reddito e occupazione. È la dimostrazione che quando le politiche partono dai territori possono diventare modello nazionale”.

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