Autore Redazione
giovedì
15 Gennaio 2026
11:51
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Cronaca - Tortona

Trasferimenti a 600 chilometri per 10 dipendenti Metalchimica. Sindacati in allarme per il futuro del sito di Rivalta Scrivia

Trasferimenti a 600 chilometri per 10 dipendenti Metalchimica. Sindacati in allarme per il futuro del sito di Rivalta Scrivia

RIVALTA SCRIVIA – Trasferirsi a 600 chilometri da casa o rischiare la disoccupazione. È questo il bivio davanti al quale si trovano dieci lavoratrici e lavoratori dello stabilimento Metalchimica di Rivalta Scrivia, nel Tortonese, dopo la decisione dell’azienda di procedere con i trasferimenti verso il sito di Pineto, in provincia di Teramo.

Il tema è stato al centro dell’incontro in videoconferenza che si è svolto il 13 gennaio tra le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e il consulente di Metalchimica S.p.a., delegato alla rappresentanza legale dell’azienda. I trasferimenti, già comunicati, prevedono che i dieci dipendenti si presentino nello stabilimento abruzzese lunedì 19 gennaio.

Durante il confronto, i sindacati hanno chiesto all’azienda di valutare soluzioni alternative ai trasferimenti, come il ricorso agli ammortizzatori sociali o al contratto di solidarietà, per gestire temporaneamente la situazione in attesa di sviluppi futuri. Come spiegato dalla parti sociali, la richiesta è stata respinta dall’azienda, che avrebbe confermato la linea intrapresa motivandola con una forte contrazione dei volumi produttivi e una conseguente riduzione delle commesse, legata – secondo la società – anche a problemi di qualità del prodotto.

Una posizione che ha suscitato perplessità e forte disappunto da parte delle organizzazioni sindacali, soprattutto per le ricadute sociali della decisione: trasferimenti a lunga distanza difficilmente sostenibili per i lavoratori coinvolti o, in alternativa, l’ingresso nelle già lunghe liste di disoccupazione della provincia di Alessandria. La preoccupazione, però, va oltre i dieci trasferimenti annunciati. I sindacati hanno espresso timori anche per il futuro dei restanti dipendenti del sito e hanno chiesto all’azienda di aprire un tavolo di confronto per condividere un piano di risanamento. L’obiettivo dichiarato è tutelare l’occupazione e garantire la continuità produttiva dello stabilimento, evitando nuove criticità nel prossimo futuro.

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