21 Gennaio 2026
05:00
Ristorante vegano rifiuta di scaldare un omogeneizzato di carne: è scontro tra una famiglia e la titolare
CASALE MONFERRATO – Il veganesimo non è soltanto una scelta alimentare: per chi lo abbraccia rappresenta uno stile di vita fondato su convinzioni etiche, culturali e sociali ben precise. Proprio per questo, il tema è spesso al centro di dibattiti accesi e contrapposizioni, come dimostra quanto accaduto nei giorni scorsi a Casale Monferrato.
Al centro della vicenda c’è il ristorante Il Pangolino, noto per proporre esclusivamente cucina vegetale. Il 31 dicembre una coppia con un bambino di pochi mesi si è recata nel locale per un pranzo in compagnia di amici: in totale erano dieci persone. Durante il pranzo, i genitori hanno chiesto di poter scaldare una pappa a base di carne per il figlio.
La proprietaria del ristorante, Alice Giacobone, ha spiegato di aver rifiutato la richiesta. Le motivazioni, secondo la ristoratrice, sono legate sia a una scelta etica sia a ragioni di sicurezza alimentare. Mangiare in un ristorante vegano, sostiene, implica il rispetto delle regole del locale e delle convinzioni che ne sono alla base, tra cui il divieto di introdurre carne. Inoltre, i ristoratori sono responsabili della qualità e della sicurezza degli alimenti consumati all’interno del locale: permettere l’ingresso di cibo dall’esterno può compromettere il controllo igienico e creare problemi rispetto alle normative sanitarie. Sebbene non esista una legge nazionale che vieti l’introduzione di cibo e bevande nei ristoranti, ogni esercizio può stabilire regole proprie, purché siano rispettati i diritti dei clienti.
La versione dei fatti, però, cambia a seconda dei protagonisti. Secondo il racconto di Alice Giacobone, il padre del bambino avrebbe reagito al “no” del locale con insulti pesanti. L’uomo, come si ricostruisce online, sostiene di aver chiesto soltanto dell’acqua calda per scaldare l’omogeneizzato e accusa la ristoratrice di essersi infuriata senza un valido motivo, parlando di “una violenza insensata su un piccolo di sei mesi”. Una ricostruzione che la proprietaria respinge con forza, affermando che il bambino sarebbe stato strumentalizzato dai genitori per suscitare empatia negli altri clienti presenti. Dopo il litigio, infatti, altre quattro persone hanno deciso di lasciare il locale, definendo la scena “grottesca, indecente e irrispettosa”.
Sui social, la ristoratrice ha affidato il suo sfogo a un post su Facebook: “Ho subito un abuso e non so come trovare pace“. Ai microfoni di Radio Gold, Alice Giacobone ha ribadito che, a suo avviso, l’abuso non si è manifestato solo nella richiesta di scaldare l’omogeneizzato, ma anche nei toni e nelle parole utilizzate successivamente, in particolare nelle recensioni online. Diversi clienti abituali del Pangolino hanno espresso solidarietà alla proprietaria. “Non sono vegano – scrive un utente – ma non mi sognerei mai di entrare in un ristorante vegano e pretendere che mi scaldino della carne per mio figlio. Sarebbe come entrare in chiesa e pretendere di pregare un’altra religione”.
A seguito della vicenda, il ristorante ha comunque deciso di introdurre una soluzione alternativa per le famiglie con bambini. La proprietaria ha infatti annunciato di aver acquistato omogeneizzati a base vegetale, da mettere a disposizione dei più piccoli che arrivano affamati nel suo locale.
Di seguito l‘intervista audio ad Alice Giacobone.