27 Gennaio 2026
11:49
Contro l’indifferenza tanti mattoni pieni di impegni per il futuro
SAN GIORGIO MONFERRATO – Oggi, martedì 27 gennaio 2026, piazza don Guglielmo Caprioglio a San Giorgio Monferrato, non è stata solo un luogo di ritrovo, ma una vera e propria aula a cielo aperto di storia e umanità. Sotto un cielo invernale, la comunità di San Giorgio Monferrato si è stretta attorno ai suoi cittadini più giovani per celebrare il Giorno della Memoria, trasformando il ricordo della Shoah in un impegno concreto per il futuro. Alle 10 gli alunni della Scuola Primaria, le autorità e i rappresentanti delle associazioni locali si sono ritrovati davanti a un’installazione dal forte significato: il “Muro dell’Indifferenza”.
Dal Muro dell’Indifferenza al Muro della Differenza
Il gesto simbolico della cerimonia è stato la cancellazione del prefisso “IN”, che ha trasformato l’opera nel “Muro della Differenza”. «Cancellare quelle due lettere non è un semplice esercizio grammaticale, è una scelta di vita», ha dichiarato il sindaco Paolo Marchisio nel suo intervento. «Oggi, davanti a questo muro, non celebriamo solo il passato: ci assumiamo la responsabilità del presente. L’indifferenza è uno dei mali peggiori perché ci rende complici silenziosi. Voi, ragazzi, ci insegnate che la differenza, senza quel prefisso negativo, non è un ostacolo, ma un fondamento su cui costruire una comunità più forte».
Le voci dei bambini: “Abbasso l’indifferenza”
L’atmosfera si è fatta intensa quando le voci degli alunni hanno riempito la piazza. I bambini hanno intonato il brano “Abbasso l’indifferenza”, un inno alla partecipazione e all’empatia che ha profondamente commosso i presenti. Subito dopo, ispirati dalle parole della senatrice a vita Liliana Segre – «Ricordare è un dovere» – gli studenti hanno completato il muro con i loro “mattoni di impegno”: piccoli blocchi colorati, preparati in classe nei giorni precedenti, sui quali ogni bambino aveva scritto una promessa personale, come “Prometto di aiutare chi è solo” o “Prometto di non girarmi dall’altra parte”. Uno dopo l’altro, questi mattoni hanno formato un pannello solido e variopinto, simbolo di una società che non vuole dimenticare. A suggellare il momento, un timido sole invernale ha fatto capolino, quasi a ringraziare l’impegno di bambine e bambini.
Al termine della manifestazione è stato letto il messaggio di Daria Carmi, presidente della Comunità Ebraica di Casale Monferrato, che ha sottolineato l’importanza di ciò che bambini e bambine stanno facendo: in un mondo pieno di muri visibili e invisibili, l’indifferenza va abbattuta con cura, gentilezza e attenzione verso ciò che è bello e nasce dentro ognuno di noi. Le cose belle vanno protette e fatte crescere con amore, perché solo così si può tornare a vedere il sole, le stelle e il sorriso degli altri. Abbattere il muro dell’indifferenza significa fare del bene a tutti e affermare il principio di uguaglianza, nel rispetto delle differenze e del valore di ogni vita.
San Giorgio Monferrato ha dimostrato che la Memoria non è un archivio impolverato, ma una pratica viva, capace di abbattere i muri dell’indifferenza, un mattone alla volta.









