30 Gennaio 2026
16:49
Giustizia “precaria”. Contratto in scadenza, e ancora nessuna certezza, per metà del personale amministrativo
ALESSANDRIA – Nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Roma, anche ad Alessandria i precari della Giustizia sono tornati a farsi sentire. Al centro della mobilitazione, promossa dal sindacato Usb, c’è la richiesta di stabilizzazione di tutto il personale amministrativo impiegato nei Tribunali.
A fine giugno 2026 scadrà infatti il contratto del personale assunto a partire dal 2022 grazie ai fondi del PNRR: circa 12 mila lavoratori in tutta Italia.
Nei giorni scorsi il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha annunciato un aumento delle stabilizzazioni, passate dalle iniziali 6 mila a 9.368 unità. Un risultato che i lavoratori rivendicano come frutto delle mobilitazioni portate avanti negli ultimi mesi. “Ma non basta“, puntualizza Elena Beltramo, delegata Usb Pubblico Impiego e componente della Rsu al Tribunale di Alessandria. Restano infatti esclusi circa 1.800 precari a livello nazionale.
“Il personale amministrativo svolge un ruolo fondamentale per il funzionamento della giustizia – ricorda Beltramo – e anche dallo sforzo quotidiano di questi lavoratori dipende lo smaltimento dell’arretrato nei tribunali“. La mancata stabilizzazione rischia quindi di svuotare ulteriormente uffici già in forte sofferenza per la carenza di organico.
Ad Alessandria, ricorda la delegata Usb, manca circa il 60% del personale amministrativo. Attualmente sono operativi circa 80 lavoratori, di cui 44 – quindi più della metà – sono precari con contratto in scadenza.
Con l’avvicinarsi di giugno cresce la preoccupazione. L’incertezza lavorativa incide pesantemente anche sulla vita quotidiana fuori dal tribunale. Tra i “precari della Giustizia” ci sono persone che si sono trasferite ad Alessandria da altre città e regioni italiane. “C’è chi vive in affitto e non sa se sarà ancora qui dal 1° luglio. C’è, quindi, chi ha già dato disdetta per rispettare i sei mesi di preavviso. Ormai, a cinque mesi dalla scadenza del contratto di lavoro, ancora non sappiamo se, e come, verrà stabilizzato il personale”. La mobilitazione ad Alessandria già nei mesi scorsi ha raccolto il sostegno dei magistrati e di tutto personale del Palazzo di Giustizia. Un appoggio ribadito anche oggi dal presidente del Tribunale, Paolo Rampini.
I “precari della Giustizia” hanno manifestato anche davanti al Palazzo di Giustizia di Torino e in numerose città italiane. Avevano chiesto di poter intervenire durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Roma e di radunarsi anche davanti alla Corte di Cassazione, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla loro vertenza. La richiesta, però, è stata respinta. Una decisione che, secondo l’Usb, “nasconde” i problemi strutturali del sistema giudiziario, a partire dalla cronica carenza di personale. Nel mirino c’è il Governo, accusato di non aver ancora definito una programmazione chiara sul futuro degli uffici giudiziari e sul lavoro svolto da migliaia di precari “che sono fondamentali per una giustizia realmente al servizio dei cittadini”.