2 Febbraio 2026
09:33
Lega di nuovo all’attacco sulla sede della “Casa delle donne”: “Serve una riflessione seria sull’uso degli spazi pubblici”
ALESSANDRIA – Le Lega di Alessandria torna all’attacco sulla sede della Casa delle Donne e l’assegnazione degli spazi alle associazioni. Il punto centrale non è soltanto la chiusura formale del Centro d’incontro comunale, ma ciò che è avvenuto immediatamente dopo, spiega il gruppo. “Alla chiusura del Centro è infatti seguita la riassegnazione degli stessi locali, attraverso un Patto di collaborazione della durata di nove anni, che si pone in continuità diretta con il progetto originario. Una continuità che solleva interrogativi seri, anche perché fin dall’apertura del Centro d’incontro erano state segnalate situazioni non consone, sotto il profilo dell’utilizzo degli spazi pubblici e delle attività svolte, segnalazioni che non possono oggi essere ignorate“.
La Lega vuole che l’argomento venga affrontato nel prossimo consiglio comunale, per sapere “le motivazioni istruttorie che hanno portato alla chiusura del Centro d’incontro comunale”. In particolare “se esistevano criticità tali da giustificare la chiusura di un servizio comunale, è legittimo domandarsi come sia stato possibile riassegnare immediatamente gli stessi spazi, mantenendo di fatto la continuità progettuale. Dalla documentazione emerge inoltre che il nuovo Patto ribadisce il collegamento con il movimento “Non Una Di Meno” e si propone come “serbatoio di produzione politica e culturale”“.
Secondo il partito che fa capo a Mattia Roggero ad Alessandria, sono questi “elementi che rafforzano la necessità di una valutazione politica trasparente, che non può essere elusa attraverso atti amministrativi adottati senza un confronto in Consiglio Comunale. Questa vicenda impone una riflessione seria e responsabile sull’occupazione e sull’utilizzo degli spazi pubblici, sul ruolo dell’Amministrazione nel garantirne un uso conforme alle finalità istituzionali e sul rispetto delle prerogative del Consiglio Comunale. Non è accettabile che si chiuda formalmente un Centro per poi riproporne lo stesso impianto sotto altra forma, senza chiarire prima le criticità emerse e senza un dibattito pubblico e istituzionale adeguato. In un momento in cui il tema dei diritti, della convivenza civile e dell’ordine pubblico è particolarmente sensibile, riteniamo indispensabile massima trasparenza e un confronto aperto in Consiglio su decisioni che incidono sul patrimonio comunale, sul ruolo delle istituzioni e sul clima sociale della città“.