Cina (e Asia) oltre i luoghi comuni: viaggio nel futuro con Lorenza Marini “Cinasia”
L’Asia, e la Cina in particolare, spesso la incaselliamo in due immagini veloci: o è “il futuro” fatto di tecnologia e città che corrono, oppure è “il regime” fatto di controllo e distanza culturale. Solo che, detta così, non ci capiamo niente davvero. E soprattutto non ci spiega perché, negli ultimi anni, qui da noi, la curiosità per l’Est asiatico sia esplosa: la verità è che quello che succede lì ci riguarda molto più di quanto pensiamo, perché sta già influenzando il mondo in cui vivremo domani. Nell’intervista Lorenza Marini (online Cinasia), divulgatrice e interprete con anni di vita e lavoro in Cina, prova a raccontare la Cina senza filtri occidentali e senza semplificazioni. La Cina non è una sola: esistono metropoli ipertecnologiche e, a poche ore di distanza, zone rurali che viaggiano a un’altra velocità. E dentro questa contraddizione, Lorenza indica una chiave di lettura che torna sempre: l’idea di armonia, cioè la convivenza (a volte spiazzante) tra modernità estrema e tradizioni sociali fortissime. Il punto non è solo “wow, WeChat” o “wow, i grattacieli”, ma riconoscere quei temi che iniziano a somigliarsi ovunque: pressione sul lavoro, stanchezza collettiva, crisi demografica, disillusione dei più giovani. Lorenza racconta fenomeni che in Asia hanno nomi precisi e dinamiche specifiche, ma che suonano stranamente familiari anche a chi vive in Italia. Perché quando la promessa del merito smette di funzionare, cambiano le scelte di vita: famiglia, futuro, perfino l’idea di felicità. E poi c’è una domanda che resta addosso: quanto ne sappiamo davvero della storia e della cultura orientale? E dall’altra parte, quanto (e come) ci conoscono? È anche da qui che nascono stereotipi e incomprensioni che ci portiamo dietro da anni.
Se vi siete mai chiesti com’è possibile che un Paese sia insieme iper-capitalista e iper-controllato, perché la tecnologia sembri correre più della vita quotidiana, o perché tanti giovani asiatici stiano vivendo una disillusione simile alla nostra, questa intervista è un ottimo punto di partenza.