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Trading online, come funziona la truffa dei “guadagni facili” che ha fatto sparire 346 mila euro dai conti degli alessandrini

ALESSANDRIA – C’è sempre un primo clic. Su un link online o su un messaggio che arriva sul telefono con la promessa di “guadagni rapidi”, di occasioni “che le banche non vogliono far conoscere”. È da lì che inizia una delle truffe più devastanti degli ultimi anni: il falso trading online. Un ingranaggio perfetto, che oggi sfrutta anche volti e voci di personaggi noti ricreati con l’Intelligenza Artificiale, per conquistare fiducia e trasformare la speranza di un guadagno in una perdita spesso irreversibile.

I numeri raccolti dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Alessandria raccontano la portata di un fenomeno “in costante crescita”. Solo nel 2025, la truffa del finto trading online ha fatto sparire oltre 346 mila euro dai conti di 26 alessandrini che hanno sporto denuncia alla Polizia Postale, hanno spiegato il Sostituto Commissario Giorgio La Piana e l‘Agente Scelto Salvatore Stellato. 

A descrivere la preoccupante evoluzione del fenomeno è anche il Procuratore Capo di Alessandria, Cesare Parodi, che segue il settore dei reati informatici fin dagli albori. “Sono stato uno dei primi in Italia, già dal 1993, a occuparmi di queste tematiche. Il mio capo dell’epoca, Zagrebelsky, diceva: “Guarda che qui c’è tutto il futuro”, e aveva ragione“, spiega. In questi anni, prosegue Parodi, c’è una “continua rincorsa” tra gli strumenti di frode messi in atto attraverso la rete e i tentativi della Polizia Postale di tutelare i cittadini, individuando tipologie criminali sempre nuove e cercando strumenti di contrasto che non sono solo investigative, ma anche di informazione e prevenzione.

Oggi viviamo in una società in cui sempre più persone utilizzano strumenti digitali:Ma non tutti sono correttamente informati e spesso non sanno a cosa vanno incontro”, mette in guardia Parodi. Sono ancora diffusi raggiri legati agli acquisti online e anche truffe sentimentali che fanno leva sulla solitudine delle persone per spillare soldi ma oggi la minaccia economicamente più grave è il falso trading. A livello nazionale rappresenta il 68% del totale delle somme sottratte ai cittadini, secondo i calcoli della Polizia Postale. Denaro che poi arriva alla criminalità: “E anche quando le indagini permettono di identificare i truffatori, spesso è impossibile recuperare il denaro“, spiega il Procuratore Capo di Alessandria.

Un ruolo centrale in questo tipo di truffe lo giocano le criptovalute.Ne esistono quasi 200 – spiega l’Agente Scelto della Polizia Postale Salvatore Stellato e sono diventate il falso mito di chi crede di potersi arricchire quasi per magia. Spesso i fondi vengono trasferiti verso Paesi senza accordi bilaterali e, anche in presenza di un provvedimento, basta un click per spostarli di nuovo”.

Non esiste un profilo unico di vittima. Pensionati, lavoratori, imprenditori, giovani e adulti. Le organizzazioni criminali che gestiscono queste truffe sono strutturate, con ruoli definiti e spesso basi operative all’estero.   Continuare a pagare nella speranza di recuperare quanto perso è l’errore più grave. Ai primi segnali di allarme è fondamentale fermarsi subito e, in caso di dubbio, si può contattare anche la Polizia Postale di Alessandria ai numeri 0131 302254 oppure 0131 302365.

Le truffe di trading online non funzionano per sofisticazione finanziaria, ma per efficacia psicologica. Figura centrale della truffa è il sedicente consulente finanziario personale. Si presenta come competente, disponibile, rassicurante. Chiama spesso, segue passo dopo passo la vittima e costruisce un rapporto di fiducia. Per iniziare viene richiesto un primo versamento, di solito tra i 200 e i 250 euro. Una cifra studiata per sembrare accessibile, quasi un test. Non è tanto l’importo a contare, quanto il gesto: quel pagamento serve a superare la diffidenza iniziale e a dimostrare che la vittima è disposta a trasferire denaro. Da quel momento, il controllo inizia a scivolare lentamente di mano. I primi pagamenti avvengono tramite bonifici o carte verso società di comodo. Poi arrivano gli IBAN esteri, giustificati con presunte sedi internazionali o broker principali all’estero. Regno Unito, Germania, ma anche Paesi percepiti come “vantaggiosi” dal punto di vista fiscale, come Lituania, Cipro o Malta. È in questa fase che il recupero del denaro diventa sempre più difficile.

Nonostante la perdita reale, la piattaforma continua a mostrare profitti, talvolta molto elevati. Quando la vittima chiede di prelevare, arrivano nuove richieste: tasse, commissioni di rete, spese antiriciclaggio, costi di verifica. Sempre l’ultimo pagamento. Che ultimo non è mai. Quando la vittima non ha più risorse o inizia a sospettare, i contatti si interrompono. Numeri bloccati, piattaforme che spariscono. Ma spesso la storia non finisce lì. Dopo mesi, talvolta dopo un anno, la vittima viene ricontattata da un presunto studio legale o da una società di recupero fondi. Promettono azioni già in corso, utilizzano loghi, documenti e riferimenti a inesistenti procedimenti giudiziari. È una seconda truffa, ancora più insidiosa, che colpisce persone già ferite e vulnerabili.

Fare luce su questi meccanismi significa colpirle nel loro punto più debole: il silenzio e la disinformazione. Nel trading reale non esistono guadagni garantiti: I cittadini devono sapere che il rischio non è solo non ottenere i guadagni promessi, ma perdere integralmente i risparmi di una vita“, rimarcano il Procuratore Capo e la Polizia Postale di Alessandria.

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