Autore Redazione
martedì
17 Febbraio 2026
06:36
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Cronaca - Alessandria

Una maratona digitale per ricordare Umberto Eco a 10 anni dalla scomparsa

Una maratona digitale per ricordare Umberto Eco a 10 anni dalla scomparsa

ALESSANDRIA – Partirà alle 12 di domani, 18 febbraio 2026, e si concluderà alle 12 del 19 febbraio l’evento globale senza precedenti “Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto”, una maratona digitale non stop di 24 ore che mette fine ai dieci anni di silenzio chiesti dallo scrittore e filosofo Umberto Eco e che trasformerà la memoria del professore del Dams dell’Università di Bologna in un dialogo corale, invitando per la prima volta la sua immensa comunità di lettori e studiosi a intervenire accanto ai grandi nomi della cultura internazionale.

L’iniziativa, nata da un’idea del professore Roberto Grandi (massmediologo amico e collega di Eco), Michele Cogo (direttore di Bottega Finzioni, ex allievo di Umberto Eco e di Paolo Fabbri) e Francesca Tancini (project manager per le operazioni di riallestimento della Biblioteca Umberto Eco presso l’Università di Bologna), con la supervisione del professore Riccardo Fedriga (co-autore con Eco della Filosofia e le sue storie, docente dell’Università di Bologna e Cnr-Iliesi e direttore scientifico della Fondazione Umberto Eco), è stata concepita per abbracciare l’intero globo, muovendosi simbolicamente da Oriente a Occidente.

In diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni, la maratona attraverserà tutti i fusi orari, dando voce a ogni Paese che è stato toccato dall’influenza e dalla presenza di Umberto Eco: dalle università asiatiche a quelle europee, fino alle Americhe, coprendo l’intero raggio d’azione di un pensiero che ha parlato ogni lingua.

Tra gli interventi, anche quello del rettore dell’Alma Mater Giovanni Molari che afferma: “La nostra Università di Bologna ha un rapporto speciale con Umberto Eco. La ragione è semplice: Umberto Eco ha sempre mantenuto una relazione speciale con la sua Università. All’auge della carriera di semiologo, filosofo, massmediologo, romanziere, uomo pubblico, di fama internazionale e di proiezione globale, dopo che oltre 40 università, tra le più prestigiose del mondo, gli avevano conferito lauree e dottorati ad honorem, Eco avrebbe potuto ottenere sontuosi contratti accademici in qualunque università del mondo avesse voluto. Non lo fece e rimase anzi legato con un vincolo affettivo e di lealtà strettissimo al nostro ateneo. Gli piaceva Bologna perché, come diceva “le osterie e i portici di Bologna sono l’indispensabile complemento delle aule e della vita studentesca“.

Grazie a Umberto Eco per tutto quello che lascia alla Università di Bologna alimentando il nostro pensiero e la nostra visione,” aggiunge il rettore. “Tra i suoi lasciti, va ricordato anche lo straordinario fondo di libri di studio che verranno accolti a Bologna, in uno spazio nuovo a lui dedicato, presso la Biblioteca universitaria. Un altro luogo bolognese e di Unibo a cui sarà legata in modo indissolubile, ancora, la sua memoria“.

Da Bangkok a Nairobi, da Seul a Quito, da Pretoria alle Azzorre, da Città del Messico fino ad Anchorage, a ricordarlo, saranno traduttori, editori e narratori, come Eshkol Nevo, giornalisti internazionali, come l’iraniano Maziar Bahari, incarcerato e torturato nel 2009 e liberato anche grazie all’interessamento di Umberto Eco, artisti e fumettisti come Milo Manara e Igort, accademici dei Lincei come Carlo Ossola e Lina Bolzoni, membri de l’Académie française, come Pierre Rosenberg, la direttrice generale Unesco (2009- 2017) Irina Bokova. Accanto ai contributi del pubblico, interverranno anche Roberto Saviano, Beppe Severgnini, Michele Serra, Elisabetta Sgarbi, Mario Andreose, Luciano Canfora, Gherardo Colombo, Ferruccio De Bortoli, Aldo Grasso e tante altre personalità del mondo della cultura italiana e internazionale. Stefano Bartezzaghi farà un gioco ispirato a Eco, Alessandro Bergonzoni lo ricorderà con il suo linguaggio surreale, Moni Ovadia con una barzelletta, Jeffrey Schnapp fondatore del metaLAB di Harvard dialogherà con un simulacro di Umberto Eco generato dall’intelligenza artificiale. Il tributo musicale vedrà invece Gianni Coscia e Francesco Filidei, oltre a Paolo Fresu (alla tromba, lo strumento più amato da Eco) e a Gianluigi Trovesi.

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