18 Febbraio 2026
14:01
Nuovo cuore per bimbo di Napoli. Medico del Regina Margherita nel team di esperti che dovrà decidere
NAPOLI – C’è anche un esperto dell’Ospedale Regina Margherita di Torino nell’Heart team convocato al Monaldi di Napoli per decidere sulla trapiantabilità del bimbo di due anni ricoverato in terapia intensiva dopo il fallito trapianto di cuore del 23 dicembre scorso.
La riunione organizzata dall’Azienda Ospedaliera dei Colli è stata aperta ai maggiori specialisti italiani in campo pediatrico. Al tavolo siedono medici del Bambino Gesù di Roma, dell’Azienda Ospedale Università di Padova, dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e, appunto, del Regina Margherita di Torino, strutture con i più alti volumi di trapianti pediatrici in Italia.
Gli specialisti effettueranno una rivalutazione congiunta al letto del piccolo paziente per esprimersi sulla compatibilità e sulla possibilità di procedere con un nuovo trapianto. Nella serata di ieri si è infatti reso disponibile un cuore e oggi il team dovrà stabilire se sussistono le condizioni per l’impianto. “Verrà valutata la compatibilità e la trapiantabilità”, ha spiegato l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, intervenendo in televisione. Secondo quanto riferito, l’espianto dell’organo non sarebbe ancora stato eseguito.
Intanto al Monaldi sono arrivati anche gli ispettori inviati dal Ministero della Salute, incaricati di acquisire tutta la documentazione relativa al precedente trapianto non andato a buon fine. Successivamente si recheranno all’ospedale di Bolzano per ulteriori verifiche.
Sulla vicenda è aperta un’inchiesta: al momento risultano sei indagati tra chirurghi, medici e personale sanitario coinvolti nell’espianto, nel confezionamento, nel trasporto e nell’intervento. Nel corso degli accertamenti è stato sequestrato anche il box frigo utilizzato per il trasporto del cuore, che secondo quanto emerso sarebbe stato un contenitore di vecchio tipo, nonostante la struttura disponga di sistemi tecnologicamente più avanzati per il controllo della temperatura.
In una nota, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha precisato che “ogni decisione in merito all’allocazione dell’organo sarà presa solo in seguito alla valutazione del team di esperti” e che l’attesa “non avrà alcuna ripercussione sul cuore del donatore”.