18 Febbraio 2026
18:19
Autonomia differenziata, via libera del Cdm agli schemi preliminari. Cirio e Bussalino: “Passo importante per rafforzare Paese”
PIEMONTE – Via libera del Consiglio dei Ministri agli schemi di intesa preliminare sull’Autonomia differenziata tra il Governo e le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria. Il provvedimento è stato portato all’attenzione del Cdm alla presenza dei presidenti delle quattro Regioni che hanno avviato il negoziato con lo Stato.
Per il Piemonte si tratta di “un passaggio istituzionale rilevante”: gli schemi prevedono l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materie strategiche che non riguardano i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) o per le quali questi risultano già definiti dalla normativa vigente.
In particolare, spiegano dalla Regione, gli schemi di intesa preliminare concernono l’attribuzione di specifiche funzioni nelle materie della protezione civile, delle professioni sanitaria, della previdenza complementare e integrativa, nonché della tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica, già individuate come ambiti immediatamente funzionali alla crescita e allo sviluppo del territorio regionale e coerenti con il principio di sussidiarietà.
“Oggi abbiamo compiuto un passo importante per rafforzare il nostro Paese – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – L’autonomia differenziata è prevista dalla Costituzione italiana e rappresenta uno strumento che consente di avvicinare le istituzioni ai cittadini, rendendo più rapide ed efficaci le risposte ai bisogni dei territori. Penso, ad esempio, a una materia strategica come la protezione civile. Il Piemonte è una terra straordinaria ma anche fragile, che deve fare i conti con criticità legate all’assetto idrogeologico, al rischio di alluvioni e agli effetti sempre più frequenti delle calamità naturali. Con l’atto di oggi poniamo le basi affinché il presidente della Regione possa dichiarare lo stato di emergenza direttamente sul proprio territorio, senza dover attendere tempi lunghi per le verifiche da parte del Governo centrale. Un altro esempio riguarda la sanità e la valorizzazione delle professioni sanitarie. In Piemonte, con oltre 1.200 Comuni e vaste aree montane, garantire la presenza dei medici nelle vallate più periferiche è sempre più complesso. Oggi non è possibile prevedere incentivi specifici per chi sceglie di operare nei piccoli centri; con l’attuazione dell’intesa, invece, la Regione potrà valorizzare, anche attraverso risorse proprie, i professionisti che assicurano servizi essenziali nei territori più fragili, garantendo così il diritto alla salute in modo uniforme su tutto il territorio. È un esempio concreto di come questo percorso non divida – conclude il presidente Cirio -, ma al contrario rafforzi l’unità del Paese, migliorando la capacità dello Stato di intervenire in modo tempestivo e vicino alle comunità locali”.
“Il passaggio odierno in Consiglio dei Ministri rappresenta un momento importante nel percorso di riconoscimento di ulteriori forme di autonomia alla Regione Piemonte – dichiara l’assessore all’Autonomia, Enrico Bussalino – Parliamo di competenze che consentiranno una gestione più efficiente di ambiti strategici come la protezione civile, il sistema delle professioni e l’organizzazione delle risorse in ambito sanitario, con l’obiettivo di rendere più rapide ed efficaci le risposte ai cittadini e ai territori. L’autonomia differenziata deve essere uno strumento di responsabilità e di sviluppo, capace di rafforzare la capacità programmatoria delle Regioni senza incidere sull’unità del sistema nazionale e nel pieno rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni”.
L’approvazione degli schemi di intesa preliminare costituisce ora il passaggio necessario per la trasmissione alla Conferenza Unificata e successivamente al Parlamento, che dovrà esprimersi sul provvedimento.