Autore Redazione
giovedì
26 Febbraio 2026
18:41
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Cronaca - Casale Monferrato

Presentata alla Camera “Negli occhi di chi resta”, la docuserie che ripercorre la tragedia dell’amianto a Casale

Presentata alla Camera “Negli occhi di chi resta”, la docuserie che ripercorre la tragedia dell’amianto a Casale

ROMA – A quarant’anni dalla chiusura dello stabilimento Eternit di Casale Monferrato (1986-2026), prende forma un racconto che non è solo memoria, ma responsabilità collettiva. È stata presentata oggi, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, la docuserie “Negli occhi di chi resta”, un progetto audiovisivo in quattro puntate che ripercorre la tragedia dell’amianto nella città monferrina.

Durante l’evento è stato proiettato in anteprima il teaser ufficiale, già disponibile sui canali social del progetto, Facebook e Instagram @negliocchidichiresta. Un primo sguardo su un’opera che promette di andare oltre la ricostruzione storica, per scavare nel vissuto emotivo e sociale di un territorio che continua a fare i conti con una delle più gravi catastrofi industriali italiane.

Ad aprire la conferenza è stato l’onorevole di Fratelli d’Italia Enzo Amich, componente della IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera, che ha sottolineato il valore istituzionale dell’iniziativa: “Ospitare alla Camera dei Deputati la presentazione della docuserie significa riconoscerne il valore civile. La memoria non è un esercizio retorico, ma uno strumento di consapevolezza collettiva: rafforza l’identità dei territori, restituisce dignità alle comunità e orienta le scelte future”.

Un messaggio condiviso trasversalmente dai parlamentari del territorio, che hanno sostenuto l’iniziativa al di là delle appartenenze politiche, nella consapevolezza che la vicenda Eternit rappresenta una ferita che trascende ogni schieramento.

Giuliana Busto, presidente di AFeVA – l’Associazione Familiari Vittime Amianto – ha evidenziato l’urgenza di mantenere alta l’attenzione su una tragedia che non appartiene solo al passato: “Abbiamo subito colto l’importanza del progetto: racconta una storia locale dal valore universale. La questione amianto non è affatto risolta. Servono bonifiche, perché in Italia restano migliaia di siti contaminati, a partire da edifici pubblici e scuole. Serve giustizia, che non può essere un’utopia. Serve ricerca, per dare speranza a chi si ammala oggi. Chiediamo un impegno concreto e coerente da parte di tutte le istituzioni”.

Anche l’onorevole Federico Fornaro (Partito Democratico) ha richiamato la necessità di risorse per completare le bonifiche e rafforzare la ricerca scientifica e medica sul mesotelioma, ricordando come Casale abbia pagato e continui a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane. Sulla stessa linea l’onorevole Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, che ha definito la vicenda Eternit “una ferita ancora aperta”, sottolineando l’importanza dell’imminente riconoscimento dell’IRCCS pubblico tra Casale e Alessandria, considerato una svolta fondamentale per la ricerca e la cura.

Prodotta da LaV Comunicazione, la docuserie si distingue per l’approccio narrativo: non solo documentazione storica, ma un viaggio negli sguardi di chi è rimasto. Enzo Governale, direttore di produzione, ha spiegato il senso del titolo:”Gli occhi sono l’unico archivio che non può essere cancellato, fatto di immagini, emozioni, dolore e rinascita. Abbiamo voluto creare non solo un documentario, ma un atto di giustizia visiva. Guardare attraverso gli sguardi dei testimoni significa comprendere che la tragedia di Casale è una ferita universale“.
Un elemento centrale del progetto è il coinvolgimento delle nuove generazioni. Alessandro Venticinque, autore e giornalista de La Voce Alessandrina, ha raccontato il lavoro svolto nelle scuole di Casale Monferrato: “Abbiamo raccolto le storie di ragazzi come Pietro, Niki, Sofia, Vanessa, Francesco, Paolo. Nei loro occhi c’è il peso di chi non c’è più, ma anche una straordinaria voglia di dignità. Il loro racconto ci richiama alla responsabilità di non voltarsi dall’altra parte“.
Giulia Di Leo, autrice e giornalista de La Stampa, ha ricordato come il dramma non sia concluso: “Essere casalese ha sempre significato avere paura. Oggi le esposizioni stanno cambiando: ci si ammala nelle scuole, negli ospedali, nei tribunali. Con 50 nuovi ammalati all’anno solo nel Casalese, questa non è una tragedia del passato, ma un’emergenza presente. Parlarne a quarant’anni dalla chiusura della fabbrica è fondamentale perché i morti continuano ad aumentare”.

Il progetto è sostenuto dalla Città di Casale Monferrato e dalla Regione Piemonte, con la collaborazione di realtà associative, sanitarie e scientifiche del territorio – ASL-AL, AOU AL, Fondazione Solidal, DAIRI e l’associazione TUTOR (Tumori Toracici Rari). Determinante il contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, della Fondazione Social e di Progetto Sintesi. Il percorso verso l’uscita ufficiale, prevista per giugno 2026 in occasione dell’anniversario della chiusura dell’Eternit, prevede una tappa significativa il 28 aprile, Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto, quando sarà lanciato il trailer ufficiale.
“Negli occhi di chi resta” si propone così come un’opera di memoria attiva: un racconto che attraversa il dolore e la rabbia, ma che cerca anche la dignità e la speranza. Perché a Casale Monferrato, quarant’anni dopo la fine della fabbrica, la polvere non si è ancora posata. E negli occhi di chi resta continua a vivere la richiesta di verità, giustizia e futuro.

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