Autore Redazione
venerdì
6 Marzo 2026
09:11
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Cronaca - Piemonte

Frode da quasi 2 milioni di euro scoperta dai Finanzieri di Biella

Frode da quasi 2 milioni di euro scoperta dai Finanzieri di Biella

BIELLA – Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Biella, con la collaborazione di altri Reparti del Corpo del Piemonte, della Lombardia, del Veneto, della Toscana, della Basilicata e della Calabria, ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, in forma diretta e per equivalente, fino alla concorrenza di oltre 1,9 milioni di euro, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Biella, su richiesta della Procura Europea – Ufficio di Torino, nei confronti di 12 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea e dello Stato e false comunicazioni sociali.

Le attività di sequestro, condotte a Biella, Torino, Monza, Barlassina (MB), Giussano (MB), Brescia, Clusone (BG), Mezzana Bigli (PV), Verona, Legnaro (PD), Quarrata (PT), Prato, Rionero in Vulture (PZ) e Tropea (VV), da circa 30 militari della Guardia di Finanza, hanno interessato, oltre ai saldi di numerosi conti correnti, anche 3  unità immobiliari (1 appartamento, 1 villetta e 1 villa signorile) ubicate in provincia di Verona, Potenza e Vibo Valentia, del valore di 340.000 euro, 2 autovetture di lusso (una Maserati e un Land Rover) valutate poco meno di 200.000 euro, e le quote di 3 società con sede in Lombardia e Veneto.

La complessa attività investigativa, partita un anno fa, è scattata dopo un controllo eseguito dalle Fiamme Gialle nei confronti di una società biellese, selezionata grazie a una mirata attività
d’intelligence e di controllo economico del territorio, che aveva indebitamente percepito un finanziamento PNRR. Le indagini coordinate dall’European Public Prosecutor’s Office (EPPO) di Torino hanno consentito di ricostruire, allo stato del procedimento, l’esistenza di un sodalizio criminale, ramificato sul territorio nazionale, che era riuscito ad ottenere indebitamente, anche grazie al coinvolgimento di svariati prestanome e l’ausilio di alcuni professionisti, l’erogazione di quasi 2 milioni di euro di contributi e finanziamenti pubblici, in favore di 8 società di capitali, che sono state anch’esse deferite all’Ufficio EPPO di Torino, per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato.

Dagli elementi di prova sinora raccolti e secondo l’ipotesi vagliata dal Giudice nel provvedimento, è emerso che il meccanismo fraudolento, ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, era basato sulla falsificazione ad arte dei bilanci delle imprese richiedenti, che venivano confezionati su misura attraverso fittizi fatturati milionari che permettevano l’accesso a diverse tipologie di provvidenze pubbliche, costituite da 907.500 € di contributi destinati allo sviluppo del commercio elettronico verso l’estero delle Piccole e Medie Imprese (PMI), erogati da SIMEST SpA (società
partecipata da CDP che sostiene i percorsi di internazionalizzazione delle imprese italiane), dei quali 125.000 € a valere sul PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), e da 1.064.150 € afferenti al Fondo Centrale di Garanzia a favore delle P.M.I., gestito da Mediocredito Centrale e controgarantito dall’UE, dedicato a sostenerne crescita e liquidità.

Determinante, in questo ampio ed articolato contesto, il coordinamento delle indagini attuato dalla Procura Europea – Ufficio di Torino, che ha anche potuto contare sulla piena collaborazione di SIMEST SpA, che ha messo a disposizione della Guardia di Finanza dati e informazioni essenziali, nonché adottato le misure necessarie ad evitare che le truffe patite potessero incidere sul raggiungimento dei target previsti dal PNRR.

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