21 Marzo 2026
05:34
“Non è altrove”: ’ndrangheta in almeno 24 comuni e oltre 29 mila reati “spia” in Piemonte
PIEMONTE – In Piemonte la criminalità organizzata non diminuisce: si trasforma, si adatta e si radica sempre più nei circuiti economici e sociali. È il quadro che emerge dal dossier di Libera “Non è altrove. Mafie, corruzione e responsabilità civica in Piemonte“. In vista della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, e della manifestazione nazionale in programma sabato 21 marzo a Torino, l’associazione ha analizzato e incrociato dati provenienti da fonti investigative e istituzionali per fotografare l’andamento della cosiddetta “variante criminalità” e il livello di infiltrazione mafiosa nella regione. Nel 2024 i cosiddetti reati spia – cioè quei reati che possono indicare la presenza mafiosa, come usura, estorsione, riciclaggio, truffe e frodi informatiche – sono stati complessivamente 29.515. Il dato segna un calo del 6% rispetto al 2023, quando erano stati 31.458, ma non basta a ridimensionare la portata del fenomeno. Il Piemonte resta infatti la seconda regione italiana per numero di reati spia, preceduta solo dalla Lombardia con 57.190 casi e seguita dal Veneto con 27.743, dalla Campania con 27.119 e dall’Emilia-Romagna con 24.866. All’interno di questo dato complessivo si nascondono però dinamiche in controtendenza. Nel 2024 si registrano 922 episodi di estorsione, in aumento del 16% rispetto all’anno precedente, e 74 casi di riciclaggio, con un incremento ancora più marcato del 54%. Anche l’usura cresce, passando da 4 a 10 denunce. Diminuiscono invece le truffe e i reati finanziari, che scendono a 26.672 rispetto ai 28.548 del 2023, così come i delitti informatici, che passano da 2.063 a 1.837. La distribuzione territoriale mostra una forte concentrazione nella provincia di Torino, che da sola raccoglie 17.648 reati spia, pari al 60% del totale regionale. Nel dettaglio, nel capoluogo si contano 536 estorsioni, 8 casi di usura, 44 episodi di riciclaggio, 16.121 truffe e frodi informatiche e 939 delitti informatici. Se si rapportano questi numeri alla popolazione, la percezione cambia sensibilmente. A Verbania si registra un reato ogni 120 abitanti, a Torino uno ogni 124, mentre ad Alessandria si arriva a uno ogni 195 abitanti e a Vercelli a uno ogni 197. Accanto ai reati spia, emergono altri indicatori significativi della presenza mafiosa. Nel corso del 2024 la Prefettura di Torino ha adottato 23 provvedimenti antimafia, tra cui 17 interdittive, 3 dinieghi di iscrizione nelle white list e 3 misure di prevenzione collaborativa. Nel 2025 i provvedimenti sono stati 22, comprendendo 8 interdittive, 9 dinieghi di iscrizione, una comunicazione interdittiva, 2 prevenzioni collaborative e 2 codecisioni sfavorevoli legate ai controlli sulle imprese coinvolte nella realizzazione della linea TAV Torino-Lione.
Sul fronte finanziario, le segnalazioni sospette raccolte dall’Unità di Informazione Finanziaria nel 2025 hanno raggiunto quota 8.871, con un incremento del 10% rispetto alle 8.041 del 2024. La provincia di Torino guida la classifica con 4.855 segnalazioni, seguita da Cuneo con 968 e Alessandria con 841. L’aumento percentuale più significativo si registra però a Vercelli, con un +22%, seguita dal Verbano-Cusio-Ossola. Il mercato degli stupefacenti continua a rappresentare un ambito centrale per le organizzazioni criminali. Nel 2024 in Piemonte sono stati sequestrati 286,47 chilogrammi di cocaina, con un incremento record del 177,13% rispetto al 2023, e 44,16 chilogrammi di eroina, in crescita del 77%. Complessivamente i sequestri di droga diminuiscono del 37,71%, passando da 7.137,59 chilogrammi nel 2023 a 4.445,93 nel 2024, ma la distribuzione delle operazioni mostra come marijuana e cocaina rappresentino rispettivamente il 41,5% e il 38,2% dei casi.
Secondo la Direzione Investigativa Antimafia, la presenza della ‘ndrangheta è ormai strutturata in Piemonte, con almeno 16 locali attive in 24 comuni e 30 ‘ndrine. Considerando che ogni locale richiede almeno 49 affiliati, si stima una presenza minima di circa 900 affiliati sul territorio regionale. Dal 2011 si contano più di 25 inchieste giudiziarie, oltre 450 indagati e numerose condanne per associazione mafiosa, segno di un fenomeno stabile e in continua evoluzione. Anche il fronte della corruzione conferma la penetrazione delle mafie nei circuiti istituzionali ed economici. Nel 2025 sono state censite 5 inchieste che hanno coinvolto cinque procure e portato a 80 persone indagate per reati che vanno dalla corruzione al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta all’estorsione aggravata.
Un altro settore particolarmente esposto è quello del gioco d’azzardo. Nel 2024 in Piemonte si sono giocati oltre 9 miliardi e 501 milioni di euro, di cui 4 miliardi e 250 milioni nel circuito fisico e 5 miliardi e 251 milioni online. La spesa media annua è di 2.232 euro per abitante, bambini compresi, nonostante il divieto per i minori. Dal 2010 al 2024 sono stati censiti 9 clan attivi in attività sia illegali sia legali, un dato che colloca il Piemonte tra le aree più esposte del Nord Italia, insieme alla Liguria. Sul fronte patrimoniale, i beni confiscati gestiti dall’Agenzia nazionale sono 816, mentre 379 risultano già destinati. Tuttavia, solo il 23% di questi beni viene effettivamente riutilizzato, contro una media nazionale del 45%. Il ritardo è dovuto in parte alla frammentazione amministrativa, con circa 1.180 comuni spesso di piccole dimensioni e con risorse limitate, ma anche a una percezione ancora insufficiente del fenomeno mafioso.
Il ruolo del terzo settore si rivela fondamentale per invertire questa tendenza: sono 45 i soggetti che gestiscono beni confiscati in 153 comuni, spesso in collaborazione con Libera. Sul fronte ambientale, il 2024 registra un aumento significativo dei reati: 1.659 illeciti, in crescita del 22,07% rispetto al 2023, con 1.638 persone denunciate (+29,79%) e 231 sequestri (-2,12%). Particolarmente rilevante è l’aumento dei reati legati al ciclo dei rifiuti, che raggiungono 681 casi (+46,2%), e quelli nel settore del cemento illegale, che arrivano a 649 (+21,6%).
Tra i reati più difficili da intercettare resta l’usura, che continua a svilupparsi in un contesto di silenzio e paura. I 10 casi denunciati nel 2024 rappresentano solo la punta dell’iceberg di un fenomeno sommerso, alimentato da timore di ritorsioni, vergogna e rapporti ambigui tra vittime e usurai. Le indagini evidenziano come oggi l’usura sia sempre meno violenta e sempre più funzionale all’acquisizione di attività economiche.
Secondo un’indagine condotta su 412 operatori economici a Torino, Firenze e Napoli, solo il 3,21% dei torinesi considera l’usura un problema molto diffuso, anche se il 30% la ritiene abbastanza presente. Il 10,55% dichiara di conoscere direttamente vittime. Allo stesso tempo, il 75,69% afferma di non conoscere le tutele legali disponibili, segno di una scarsa consapevolezza che contribuisce a mantenere il fenomeno sommerso.
Il quadro complessivo che emerge dal dossier di Libera è quello di una criminalità organizzata sempre meno visibile ma sempre più radicata nei meccanismi economici e sociali. Una presenza che si insinua nei territori senza clamore, sfruttando le fragilità del sistema e, secondo l’associazione, anche un progressivo indebolimento degli strumenti legislativi e dei controlli.
Molto distanziata segue la provincia di Cuneo con 2.988 reati, pari al 10% del totale, tra cui 78 estorsioni, 5 casi di riciclaggio, 2.651 truffe e 254 reati informatici.
Novara si colloca al terzo posto con 2.657 reati, pari al 9%, con 99 estorsioni, un caso di usura, 4 di riciclaggio, 2.363 truffe e 190 delitti informatici.
Alessandria registra 2.089 reati, pari al 7%, con 64 estorsioni, 7 casi di riciclaggio, 1.929 truffe e 89 reati informatici. Verbania conta 1.242 reati, pari al 4%, con 38 estorsioni, un caso di riciclaggio, 1.110 truffe e 93 delitti informatici. Asti arriva a 1.084 reati, pari al 3,6%, con 40 estorsioni, un caso di usura, 4 episodi di riciclaggio, 890 truffe e 149 reati informatici. Biella registra 923 reati, pari al 3%, con 42 estorsioni, 2 casi di riciclaggio, 839 truffe e 40 delitti informatici. Chiude Vercelli con 863 reati, pari al 3%, tra cui 25 estorsioni, 4 casi di riciclaggio, 752 truffe e 82 reati informatici.