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Benedicta, 82 anni dopo: una serata dedicata a don Gallo e la commemorazione nel luogo simbolo della lotta partigiana

ALESSANDRIA/BOSIO – Ricordare, ma anche riflettere sul presente e sul futuro. Alessandria e l’Appennino ligure-piemontese si preparano a commemorare l’82° anniversario dell’eccidio della Benedicta, una delle pagine più tragiche della Resistenza italiana.

Nell’aprile del 1944 furono uccisi e deportati oltre 300 giovani partigiani. Un sacrificio che ha segnato profondamente il territorio alessandrino, ha ricordato il presidente della Provincia di Alessandria, Luigi Benzi. L’eccidio, ha sottolineato, è espressamente citato nel decreto dell’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro con cui, nel 1996, venne conferita alla Provincia di Alessandria la Medaglia d’oro al Valor Militare per l’attività partigiana: “Quest’anno ricorre il trentennale della Medaglia d’oro ed è un dovere, che onoriamo con grande impegno, ricordare il sacrificio dei partigiani della Benedicta“.

Come da tradizione, il percorso commemorativo prenderà il via con la “Serata Benedicta”, in programma giovedì 2 aprile, dalle 18, nella sede dell’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria. Dopo i saluti istituzionali, la prima parte sarà dedicata alla figura di don Andrea Gallo, “prete di strada” e testimone dei valori della Resistenza.

È stato un resistente – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta, Daniele BorioliGiovanissimo fu staffetta partigiana nella stessa formazione del fratello. Ma è stato un resistente per tutta la vita, lavorando concretamente per dare attuazione ai valori della Costituzione, come inclusione, pari diritti e dignità.

La riflessione su don Gallo partirà dal saggio di Giorgio Barberis “Don Andrea Gallo e il Carmine: in cammino verso l’utopia”, al centro di una tavola rotonda con lo stesso Borioli e Fabio Scaltritti della Comunità di San Benedetto al Porto. Un confronto che proverà a collegare i valori della Resistenza alle sfide contemporanee, anche alla luce del 25° anniversario del G8 di Genova, evento simbolo delle tensioni sociali e politiche di cui don Gallo fu testimone.

La “Serata Benedicta” alternerà riflessione e cultura e si concluderà con lo spettacolo teatrale-musicale “Resistenza. Urlo di un sogno di libertà” del gruppo Bailenga, un racconto intenso che intreccia memoria, musica e storie individuali di giovani chiamati a scegliere durante la guerra.

Il momento centrale delle celebrazioni sarà domenica 12 aprile a Capanne di Marcarolo, luogo simbolo della strage. La cerimonia inizierà alle 9.30 con il ritrovo presso il Sacrario e l’omaggio ai caduti, accompagnato dalla lettura di testi da parte degli studenti di Mornese. Seguirà il corteo verso i ruderi della cascina Benedicta, accompagnato dalla banda “Giovanni XXIII” di Ceranesi.

Alle 10 sarà celebrata la Santa Messa dall’arcivescovo di Genova, Marco Tasca, seguita dai saluti istituzionali del presidente della Provincia Luigi Benzi e del sindaco di Alessandria Giorgio Abonante. Interverranno poi il sindaco di Bosio Domenico Merlo, il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione Domenico Ravetti, il presidente dell’ANPI provinciale Domenico Rossi e il presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta Daniele Borioli. L’orazione ufficiale sarà affidata alla sindaca di Genova Silvia Salis.

Nel pomeriggio, alle 14, spazio alla “Passeggiata sul Sentiero della Pace”, mentre alle 15 l’Ecomuseo di Cascina Moglioni ospiterà l’incontro “Celebrare non basta. Come tenere viva l’eredità politica della Resistenza”, con il sociologo Filippo Barbera. Presso l’Ecomuseo sarà inoltre visitabile una mostra permanente di fotografie d’epoca.

A distanza di 82 anni, la Benedicta continua a rappresentare un simbolo potente di sacrificio, libertà e responsabilità civile. Un’eredità che, attraverso memoria e partecipazione, si rinnova ogni anno nel segno della storia e del futuro. “È un anniversario molto sentito dalla comunità, che risveglia anche ricordi familiari – ha sottolineato il sindaco di Bosio, Domenico Merlo – Rappresenta un momento storico fondamentale, in cui si sono poste le basi della Repubblica antifascista“.

Un momento che impone anche una riflessione sul futuro della memoria e, in particolare, sul Centro di documentazione della Benedicta. “È una fase ancora critica – spiega Daniele Borioli – Una parte potrebbe diventare presto fruibile per mostre e attività, ma serve completare i lavori e soprattutto pensare alla gestione. Noi siamo disponibili, ma servono risorse per garantire apertura e accoglienza, soprattutto per scuole e visitatori“.

Sul tema è intervenuto anche Domenico Ravetti:Il punto che mi preoccupa è la gestione futura del museo. Non credo ci saranno problemi a completare le opere, ma serve una visione su come valorizzarlo. In altri Paesi europei questi luoghi sono anche importanti occasioni culturali e turistiche“.

Ravetti ha infine sottolineato il valore profondo della memoria: “Non basta deporre corone e fare discorsi. In un tempo complesso come quello che stiamo vivendo, dobbiamo riconoscere il valore della democrazia e della libertà come pratiche quotidiane, nelle istituzioni e nelle relazioni. Altrimenti rischiamo di non aver compreso il sacrificio di chi ha dato la vita contro il nazifascismo“.

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