Autore Redazione
lunedì
23 Marzo 2026
05:41
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Cronaca - Piemonte

Capacità di spesa: Piemonte sopra la media, ma casa e salute pesano ancora sui bilanci familiari

Capacità di spesa: Piemonte sopra la media, ma casa e salute pesano ancora sui bilanci familiari

ITALIA – Nel 2025 si registra un lieve miglioramento della capacità di spesa delle famiglie italiane, ma il quadro generale resta fragile e segnato da forti criticità. È quanto emerge dal Termometro Altroconsumo, l’indagine annuale che misura la sostenibilità delle principali voci di spesa e le aspettative per l’anno successivo.

L’indice si attesta a 49,3 punti su 100, in crescita rispetto agli anni precedenti, ma ancora lontano da una situazione di reale stabilità. Solo una famiglia su tre riesce infatti a sostenere le spese senza difficoltà, mentre il 17% vive una condizione di forte pressione economica. Ancora più critica la situazione sul fronte del risparmio: il 69% degli italiani dichiara di aver avuto difficoltà a mettere da parte denaro nel corso dell’anno.

A pesare maggiormente sui bilanci familiari sono le spese per la casa e la salute. Il 47% degli intervistati segnala difficoltà legate all’abitazione, mentre il 43% fatica a sostenere i costi sanitari. Seguono le spese per cultura e tempo libero (39%), alimentazione e mobilità (entrambe al 35%), mentre l’istruzione coinvolge il 21% delle famiglie, ma con difficoltà elevate tra chi la affronta.

Nel dettaglio, le voci più onerose risultano quelle legate all’automobile (52%) e ai viaggi (51%), ma incidono fortemente anche le cure odontoiatriche (47%), le visite mediche (46%), le bollette (41%) e la spesa alimentare, soprattutto per carne e pesce (40%). Non meno rilevanti le difficoltà per mutui (47%) e affitti (43%).

Nonostante alcuni segnali di miglioramento rispetto al 2024 – in particolare per le spese sanitarie e le bollette – le prospettive per il futuro restano negative. L’indice delle aspettative per il 2026 scende infatti a 47,5 punti e oltre la metà delle famiglie (52%) prevede un peggioramento della propria situazione economica. Solo un terzo si aspetta un miglioramento, mentre il 16% ritiene che resterà invariata.

A incidere sulle previsioni pesano anche fattori esterni, come l’incertezza economica globale, il possibile aumento dei prezzi di energia e carburanti e le tensioni internazionali. Elementi che rischiano di comprimere ulteriormente il potere d’acquisto e di aumentare il peso delle spese obbligate.

Dal punto di vista territoriale emergono forti differenze. Le regioni con una capacità di spesa superiore alla media sono Umbria, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Sicilia, mentre Marche, Sardegna e Campania si collocano sotto la media nazionale.
Il confronto europeo evidenzia inoltre come l’Italia resti indietro rispetto al Belgio (56,4 punti), pur risultando sopra Spagna (47,8) e Portogallo (41,6). Tuttavia, insieme a quest’ultimo, il nostro Paese registra la quota più alta di famiglie in grave difficoltà economica (17%).

“Il quadro che emerge è quello di un’Italia ancora sotto pressione“, sottolinea Federico Cavallo di Altroconsumo.Il miglioramento registrato non basta a compensare il peso crescente dei costi essenziali, mentre il 2026 si apre all’insegna dell’incertezza. È fondamentale monitorare i prezzi e adottare misure efficaci per tutelare il potere d’acquisto“.
In sintesi, se da un lato si intravede una timida ripresa, dall’altro le famiglie italiane continuano a fare i conti con bilanci fragili e prospettive tutt’altro che rassicuranti.

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