24 Marzo 2026
19:53
Gino Paoli e il concerto ad Alessandria dopo l’alluvione del ’94
ALESSANDRIA – Un concerto che sembrava destinato a saltare, travolto dal fango e dal dolore dell’alluvione del novembre 1994. E invece diventò qualcosa di più: un gesto concreto di solidarietà da parte di Gino Paoli verso la città di Alessandria e, soprattutto, un momento di vicinanza umana che resta impresso nella memoria di chi c’era.
Alberto Botta oggi vive a Roma, dove lavora nel settore pubblicitario, ma ha radici ad Alessandria, città dove è nato e dove, nei primi anni ’90, tornava spesso dai nonni che abitavano proprio vicino al Teatro Comunale. Da grande fan del cantautore ligure, l’alessandrino aveva subito acquistato il biglietto quando era stata annunciata la tappa ad Alessandria del tour del 1994: “Quel concerto era legato a un disco uscito proprio in quell’anno – ricorda Botta – Poi arrivò l’alluvione, nei primi giorni di novembre“.
Alberto era ormai convinto di dover riporre il biglietto del concerto in un cassetto. Gino Paoli, invece, “scelse di esserci”. Durante una trasmissione Rai, ricorda Botta, annunciò che lui e i suoi musicisti avrebbero tenuto il concerto e devoluto l’incasso agli alluvionati: “Non fu solo una scelta sua, ma di tutto il gruppo”. Il giorno del concerto Paoli volle incontrare le persone colpite dall’alluvione prima dello spettacolo. Poi le portò con sé a teatro, facendole accomodare anche sul palco, accanto a lui, durante il concerto. “Ricordo bene quella scena – racconta Botta – persone che avevano perso tanto, lì vicino a Paoli mentre cantava”.
Il ricordo del concerto di Gino Paoli ad Alessandria dopo l’alluvione del 1994 oggi assume un significato ancora più profondo alla luce della scomparsa dell’artista. “La vivo come un grande dolore personale – dice Botta – Di Paoli si parla tanto come artista, ed è giusto. Ma forse meno dell’uomo: una persona di grande umanità, anche diversa da quell’immagine un po’ burbera che a volte gli veniva attribuita“. Un’umanità che si traduceva in gesti concreti, come quello di Alessandria nel ’94, e che – sottolinea – si è ripetuta anche in altre occasioni, come durante le alluvioni in Liguria. E sulle canzoni, impossibile sceglierne una sola: “Sono come attaccapanni a cui ognuno appende le proprie emozioni. Dipende dal momento, da come ci si alza al mattino. Io apprezzo tutta la sua produzione, anche quella meno conosciuta“.
In copertina e nell’articolo foto di Alberto Botta.