Autore Redazione
martedì
31 Marzo 2026
06:09
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Cronaca - Tortona

Sale: da luoghi legati alla mafia a tetto per persone fragili

Sale: da luoghi legati alla mafia a tetto per persone fragili

SALE – Due beni confiscati alla criminalità organizzata, ristrutturati e rifunzionalizzati sono diventati Gruppi Appartamento per l’accoglienza temporanea di persone fragili. Grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Missione 5 ‘Inclusione e Coesione’ – negli immobili al civico 18 di via Voghera e 23 di via Giacomini a Sale, in provincia di Alessandria, sono stati ricavati, rispettivamente, 4 e 7 posti per il coinvolgimento di 11 persone in un progetto di Housing First. L’operazione ha comportato un costo complessivo dei lavori d’investimento pari a 247.058,62 euro e 25mila per gli arredi.

Il progetto è gestito dal Cisa (Consorzio intercomunale socio assistenziale) di Tortona, presieduto da Gianluca Silvestri, e prevede un’accoglienza temporanea ma strutturata, fino a un massimo di 24 mesi. L’obiettivo è offrire un supporto abitativo a singoli o piccoli gruppi che si trovano in condizioni di estrema difficoltà e che non possono accedere immediatamente all’edilizia residenziale pubblica.

“Il progetto non costituisce uno strumento di contrasto all’emergenza abitativa in generale – sottolinea Silvestri – ma uno strumento per persone in condizioni di fragilità, innanzitutto quelle senza dimora, per la realizzazione di un percorso verso l’autonomia”.

Soddisfazione anche da parte del sindaco di Sale, Enrico Santi:È un orgoglio per tutta l’amministrazione poter inaugurare questi appartamenti, sapendo che si tratta di beni confiscati alla criminalità e restituiti alla comunità per aiutare le persone più fragili. Questo risultato è frutto di un percorso condiviso tra più amministrazioni, dimostrando che la cura del bene comune va oltre le differenze politiche”.

Le case di via Voghera e Giacomini – aggiunge il primo cittadino – rappresentano un vanto per Sale e un monito a continuare nell’attenzione verso chi è in difficoltà. Grazie alla collaborazione con il Cisa e alle opportunità del Pnrr, luoghi un tempo legati all’illegalità diventano oggi presidi di rinascita, inclusione e solidarietà. Una risorsa per tutta la comunità”.

Come sottolineato nel suo messaggio dal Sottosegretario del Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, “l’aspetto più significativo è la finalità per la quale i beni sono stati ristrutturati: ovvero la possibilità di garantire un tetto che protegga, stabilmente, chi oggi non lo ha, di dare finalmente loro uno spazio sicuro che possano chiamare casa. Grazie a questi spazi, per le persone che li abiteranno potranno aprirsi nuove possibilità. La ricerca del luogo in cui abitare non rappresenterà più il loro principale problema, liberando energie che potranno essere spese in altro e permettendo loro di concentrarsi sul proprio futuro. L’attenzione verso le persone più fragili, nei confronti delle donne e degli uomini ai margini, della povertà e del disagio non può e non deve mai venire meno, soprattutto per chi dedica la propria vita all’amministrazione della cosa pubblica e, più in generale, all’attività politica. Occorre rifuggire dalla contagiosa e pericolosa “cultura dello scarto”, così sapientemente condannata da Papa Francesco, radicata nel considerare l’esistenza umana come bene di consumo che si può usare e poi gettare via, scartandola come fosse un semplice rifiuto. Occorre, al contrario, lavorare sempre per coltivare l’empatia quale capacità finalizzata a comprendere e prendersi cura dell’altro, a non voltarsi dall’altra parte soprattutto dinnanzi a situazioni di povertà, marginalità e disagio e, al contrario, di provare a tendere una mano all’altro quando ve ne è la necessità”.

(In copertina e nella galleria foto tratte dalla pagina Facebook del Comune di Sale)

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