3 Aprile 2026
11:04
L’Asti Docg è il “Vino piemontese dell’Anno”. A Vinitaly il debutto del cocktail Asti-Vermouth
PIEMONTE – È l’Asti Docg il Vino piemontese dell’Anno 2026. La designazione è arrivata dalla Giunta regionale del Piemonte su proposta dell’assessore Paolo Bongioanni, raccogliendo il testimone dall’Alta Langa Docg, protagonista del 2025. Un riconoscimento che premia il vino piemontese più esportato al mondo e lo consacra come ambasciatore dell’eccellenza del territorio.
Il titolo di “Vino dell’anno” accompagna tutte le principali attività promozionali della Regione, dalle fiere internazionali agli eventi istituzionali, contribuendo a valorizzare i prodotti agroalimentari certificati sotto il brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”.
“Con una produzione annua di circa 100 milioni di bottiglie, esportate per il 90%, l’Asti Docg è il vino piemontese più diffuso nel mondo“, sottolinea il presidente della Regione Alberto Cirio. “Un vero traino per far conoscere non solo il vino, ma l’intero comparto agroalimentare piemontese, fondamentale per la nostra economia e per l’export“.
Sulla stessa linea l’assessore Bongioanni, che evidenzia come il Piemonte stia lavorando per rafforzare la propria immagine internazionale: “Associare il nostro territorio al vino più esportato è una leva strategica per aprire nuovi mercati, sostenere il turismo e creare nuove opportunità di crescita”.
L’Asti Docg sarà protagonista anche a Vinitaly 2026. La presentazione ufficiale è in programma lunedì 13 aprile alle 15.45 nello Spazio Piemonte. In serata, alle 18, debutterà anche un nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp, il cui nome sarà scelto tramite un contest online aperto al pubblico.
Dietro questo successo c’è una denominazione storica: il vino Asti fu tra i primi in Italia a ottenere la DOC nel 1967, mentre la DOCG è arrivata nel 1993. Oggi nasce dal vitigno Moscato Bianco coltivato su circa 10 mila ettari tra le province di Asti, Alessandria e Cuneo.
Due le principali tipologie: l’Asti Spumante, caratterizzato da una spuma fine e persistente, e il Moscato d’Asti, più leggero e aromatico, con una gradazione alcolica intorno al 5%. Entrambi si distinguono per il profumo floreale e fragrante, con note di tiglio, acacia e salvia.
I numeri confermano il peso del comparto: oltre mille aziende coinvolte nella filiera e una produzione che nel 2024 ha raggiunto i 100 milioni di bottiglie, di cui il 90% destinato ai mercati esteri.
Con questo riconoscimento, l’Asti Docg si afferma non solo come eccellenza enologica, ma come simbolo di un Piemonte che guarda al mondo, puntando su qualità, tradizione e innovazione.