Autore Redazione
venerdì
10 Aprile 2026
10:45
Condividi
Cronaca - Casale Monferrato

Ballo “100 e non più 100”: Enea Benedetto precisa la sua posizione “unicamente tecnica”

Ballo “100 e non più 100”: Enea Benedetto precisa la sua posizione “unicamente tecnica”

CASALE MONFERRATO – Anche Enea Benedetto, Founder–Vectorium/benediXit OÜ, interviene dopo le contestazioni del segretario regionale di Rifondazione, Alberto Deamborgio,  segretario regionale per il Piemonte e la VdA di Rifondazione Comunista, sul ballo “100 e non più 100” previsto a Casale il 17 e 18 aprile. Il politico aveva richiamato un articolo del Fatto Quotidiano in cui l’evento viene accostato a “monarchia, ordini cavallereschi e a movimenti di destra“. Benedetto, coinvolto in questa discussione, ha voluto precisare la sua posizione “sia a tutela della mia persona, sia per rispetto del lavoro condotto negli ultimi anni con benediXit OÜ, Vectorium e con i vari team tecnici coinvolti”. Di seguito la sua spiegazione:

Il progetto “The Royal Protocol” è nato nel 2024 da una mia idea tecnologica e da anni di ricerca sull’uso della blockchain per la certificazione del patrimonio storico, genealogico, immobiliare e sportivo. Gli articoli di stampa mi hanno rivelato dinamiche e contenuti che non erano stati condivisi con me, e dai quali mi dissocio integralmente, non avendo mai partecipato – né avendo mai avuto intenzione di partecipare – a qualsiasi forma di concessione, intermediazione o promozione di titoli nobiliari. La mia attività, e quella dei team che ho coordinato, è sempre stata solo ed esclusivamente tecnica, scientifica e documentale“.

Benedetto dopo la pubblicazione dell’articolo spiega di essers mosso per “chiedere chiarimenti formali ai soggetti coinvolti; di essersi dissociato da ogni iniziativa non conforme alla legge;di aver tutelato la sua proprietà intellettuale, il suo team e il lavoro svolto; di aver proseguito autonomamente lo sviluppo tecnico del progetto originario; di aver avviato un processo di totale trasparenza e ricostruzione documentale“. Benedetto ha poi precisato di “non avere alcun ruolo, diretto o indiretto, in attività che riguardino titoli cavallereschi o pratiche affini, e di non aver mai percepito alcun compenso collegato a tali attività. Il progetto originario che ho creato non riguarda i titoli, ma la certificazione del patrimonio storico attraverso blockchain”. Da questa visione sono nati 4 protocolli: “The Royal Protocol, il Passaporto Araldico Storico Digitale; una piattaforma indipendente per certificare genealogie, documenti storici e archivi; il Domus Protocol, il passaporto digitale degli immobili: ristrutturazioni, materiali, storia, consumo energetico; Originis Protocol, la tracciabilità completa dei prodotti alimentari e istituzionali: “Origin is the Protocol”; e il SportY Protocol, il Passaporto Sportivo Digitale: identità verificata, carriera, performance, certificazioni mediche“.

Tutti progetti, ha aggiunto Benedetto, in grado di rappresentare la sua missione professionale, e cioè “digitalizzare asset storici e dati sensibili tramite certificazioni distribuite, verificabili e a prova di falsificazione”. Ora il lavoro proseguirà attraverso il Saudi-European Innovation Hub (SEIH) di cui è co-fondatore nell’area europea, il tutto basato su tecnologie blockchain, AI e certificazione distribuita”. Benedetto conclude infine specificando la sua “totale estraneità a qualunque attività che esuli dalla ricerca storica, dalla certificazione digitale e dall’innovazione tecnologica. Il mio unico impegno è – e resterà – utilizzare la tecnologia per portare trasparenza, tracciabilità e valore verificabile in settori fondamentali per il patrimonio culturale e per la società“.

Condividi
Vedi anche