20 Aprile 2026
15:53
“Il Post” si chiede perché è stato smantellato un carcere, il San Michele, che “un po’ funzionava”
ALESSANDRIA – Il “caso” del carcere di San Michele ad Alessandria guadagna la ribalta nazionale e la sua trasformazione in luogo di detenzione di persone soggette al 41bis viene raccontata con stupore da “Il Post“, importante sito di approfondimento.
La situazione è nota a molti alessandrini, e cioè la decisione di renderlo “carcere duro”, con circa 200 detenuti al 41bis in arrivo entro l’estate, come ha annunciato lo scorso 26 marzo a Radio Gold il Provveditore dell’amministrazione penitenziaria del Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, Mario Antonio Galati. Un cambio di rotta improvviso quanto segreto, nonostante le ripetute richieste di informazioni da parte del sindaco di Alessandria Giorgio Abonante. La trasformazione è avvenuta nel riserbo totale fino alle prime conferme appena qualche mese fa da parte del Sottosegretario Delmastro. Il focus del Post si è soffermato sulle attività collegate a quel carcere, divenuto virtuoso per una serie di iniziative che ora non potranno più tenersi. Noto, per esempio, l’impegno della cooperativa “Idee in Fuga“, il cui lavoro è stato elogiato e premiato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Lo stupore del Post per lo smantellamento di queste attività si associa alla considerazione sullo sforzo edilizio ed economico che ha permesso di creare all’interno del carcere l’area Agorà per dare spazi di incontro e socialità ai detenuti. Un lavoro da 850mila euro finito appena un anno fa e che a questo punto viene svuotato di senso. La domanda de “Il Post” dunque è perché sia stato smantellato “un carcere che un po’ funzionava ” e che ora ospiterà 200 detenuti in regime di massima sicurezza, nonostante anni di lavoro fuori e dentro quell’istituto.