Autore Redazione
giovedì
14 Maggio 2026
11:04
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Cronaca - Alessandria

Negozi di vicinato: crollano numero esercizi e prezzi delle compravendite ma affitti salgono

Negozi di vicinato: crollano numero esercizi e prezzi delle compravendite ma affitti salgono

ALESSANDRIA – Della crisi dei negozi di vicinato in Piemonte e nello specifico ad Alessandria e provincia abbiamo già parlato. Dal 2015 al 2025 il Piemonte ha perso il 10.5% degli esercizi (in termini assoluti oltre 10mila). Alessandria è la terza realtà con il saldo più negativo (-13.6%), dietro a Biella e Vercelli. In termini assoluti tuttavia Alessandria ha perso il maggior numero di negozi, dietor solo a Torino, con -1.1215 esercizi, seguita Cuneo, -931, e Novara -887.

Questo scenario fotografa una modalità di consumo radicalmente cambiata nel tempo oltre a una situazione economica differente. Tuttavia il crollo dei negozi di vicinato deve essere associato a una crescita del personale impiegato (Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale). Se a livello nazionale il numero degli addetti è salito del +21,2%, anche il Piemonte ha registrato un segno positivo (+14,1%), con vette del +28,9% nella provincia di Verbania-Cusio-Ossola. A Torino l’incremento è stato del +15,9%, seguita da Cuneo e poi Alessandria (+10.1%), mentre la crescita più contenuta si registra, invece, a Vercelli (+5,4%). Nel complesso, gli addetti che operano nei negozi di prossimità del Piemonte negli ultimi 10 anni sono aumentati di oltre 23.000 unità e nel 2025 risultano essere più di 187.000.

L’analisi presentata nell’Osservatorio di Nomisma relativamente ai prezzi di vendita e dei canoni di locazione tra il 2015 e il 2025 restituisce un quadro contraddittorio: a fronte di una riduzione media dei valori di compravendita dei negozi pari a -9,0% a livello nazionale, i canoni di affitto hanno fatto registrare un aumento del +12,9%, evidenziando la crescente pressione dei valori immobiliari sugli esercizi commerciali di prossimità come una delle cause di espulsione dal mercato.

In dieci anni infatti c’è stato un netto calo dei prezzi delle compravendite dei negozi con dinamiche però differenti a livello territoriale. In 10 anni il prezzo è crollato a Biella (-29.7%), seguita da Asti (-23.2%), Novara (-22.6%) e Torino (-22.1%). Al quinto posto troviamo Alessandria con un calo che si ferma al -16.7%.

In controtendenza rispetto alle coimpravendite i prezzi degli affitti con situazioni differenti a seconda dei territori. Alessandria ha subito un lieve aumento, pari al +3.6% (dal 2015 al 2025), mentre spiccano il Verbano-Cusio-Ossola (+30.6%) e il Cuneese. Scendono invece i prezzi a Biella (-11,8%), Asti (-2,6%) e Torino (-1,5%).

In Piemonte i ricavi hanno registrato una crescita media del +28,8%. Dal punto di vista settoriale, gli articoli per l’edilizia configurano come il comparto più dinamico, con una crescita dei ricavi del +73,1%, seguiti da ristorazione e bar (rispettivamente +45,6% e +38,7%), dai mobili (+37%), da cultura e svago (+31,9%) – con una dinamica più positiva rispetto alla media nazionale – e dalle gioiellerie (+30,4%). Andamenti leggermente più moderati ma stabili si osservano nel comparto delle ferramenta (+27,6%), e da alimentari e bevande (+17,4%).

Più complessa, invece, la situazione dei settori della salute e cura della persona e del tessile, abbigliamento e accessori che registrano le performance più deboli dell’intero periodo di osservazione (rispettivamente +10,2% e +4,3%). Su questi comparti incidono la contrazione dei consumi discrezionali, la crescente concorrenza dei canali online e una maggiore difficoltà di recupero nel post-pandemia.

A livello settoriale, il commercio di prossimità è il più colpito mentre, al contrario, la ristorazione si espande, confermandosi il comparto più dinamico. La perdita di negozi di vicinato riguarda in particolare i settori cultura e svago e tessile, abbigliamento e accessori (in calo sia per numero di esercizi sia di addetti), insieme a comparti come ferramenta, gioiellerie, mobili e alimentari. Segnali più positivi emergono invece dal commercio di articoli per l’edilizia.

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